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PAOLO SIRONI, il compositore grigio amaranto

Paolo SIroni nel 39 (Courtesy by Filo Metropolitan)

Wolfgangbang Amadeus Paolo Sironi nasce al numero 9 di Cernuscostrasse nella Cernusco sul Naviglio rinascimentale sulle note di “Apri le porte, cocchiere apri le porte”. Sin da bambino il piccolo Siro dimostrò un talento per la musica da stadio tanto precoce quanto straordinario. Paolo era un vero e proprio bambino prodigio: a tre anni batteva i tasti del martello pneumatico, a quattro già riusciva a comporre brevi pezzi sul cd, a cinque componeva già le prime odi di insulto ai compagni di asilo. Esistono vari aneddoti riguardanti la sua memoria prodigiosa, la composizione un coro di insulto diretto all’età di cinque anni, la sua gentilezza e sensibilità, la sua paura per il suono della sirena. Pare inoltre che sviluppò fin da bambino l’orecchio assoluto assieme al naso gigante.

Quando non aveva neppure sei anni, il padre accortosi delle sue potenzialità lo istruì all’arte dei cori stadio e in pochi anni Paolo divenne un bambino prodigio. Tifoso del Milan Paolo era spesso ospitato in curva tra i tifosi che allietava con le sue composizioni tanto che a sei anni compose la sua opera “A noi della partita” che divenne in poche giornate una hit tra le tifoserie italiane. Un brusco evento sconvolse la vita del genio di Cernusco, la scuola. Costretto sui libri dalla rigida educazione locale il Sironi nazionale perse la sua vena creativa vivendo il suo più oscuro periodo creativo tra i banchi di scuola tra i quali ricordiamo solo la pur completa opera “All’appello ti apro il cervello” e le sonate “san Firmino guarda come mi faccio il primino” e “La mazza magica” anticipazione della sua imminente carriera nel campo delle costruzioni.

Terminati gli studi Paolo raccoglie la sfida dello sport dove si destreggia come ottimo laterale di difesa a calcio e dedica le passioni al mondo della architettura e delle costruzioni ma diventa famoso per la sonata romantica in La maggiore “Amore guarda cosa ti faccio in ascensore” presentata per la prima volta al Bar40 sotto la direzione del maestro Zapparoli.  Il successo non distrae Sironi che diventa un virtuoso della carpenteria e della mazzetta ma è con l’avvento del rugby che viviamo la vera esplosione musicale e anche la sua conversione allo zarresimo spinto. Protagonista assoluto il rapporto con Rescigno che lo prende sotto il suo cappello tabbozzo protettore lo istruisce alle vie della ignoranza ovale. Sironi, dotato di grandissimo cuore e di una impressionante forza fisica diventa in breve tempo elemento fondamentale in campo e fuori. Impulsivo ed esplosivo Sironi si dedica anima e cuore ai suoi Road Runners diventando calciatore designato e zarro vestito.
Nel “39” adibito a pensatoio e studiolo privato compone sua prima opera rugbystica, “Un gatto nero” che riscuote subito un enorme successo di pubblico e di critica. Con la bontà delle sue composizioni arriva anche la maturità artistica con opere del calibro di “Quadro allo zoo”, “Rasta Mo Basta”, “Mi ricordo di Quadrettone” e “Guerrieri senza re” l’inno ufficiale dei suoi Runners. Il giovane Paolo diventa compositore di corte ufficiale presso il Cernusco Rugby e per celebrare l’evento compone “Perchè Perchè” prima di essere insignito del grado ufficiale di Padawan da Rescigno dopo una cerimonia ufficiale a base di petto in fuori e camminata a gamba larga.
Sironi con il passare del tempo migliora anche la sua attitudine al gioco grazie anche ai fraterni consigli e al sostegno del giocatore più forte del mondo, Andrea Cerutti che lo guida dalla piazzola. Sironi riconoscente gli dedica la sua opera più sentimentale e poetica “La Ceruttiade” nella quale si narra del soprendente incontro con il giocatore più forte del mondo in una magica notte milanese. L’opera gli vale il premio della critica alla filarmonica di Bogotà e sempre al 40 viene rappresentata diretta ancora una volta dal grande Zapparoli.
Entusiasta della sua carriera musicale e rugbystica Sironi compone pochi giorni dopo la sua opera maxima, da molti considerata la sinfonia assoluta: “Odi a Brescia” presentata per la prima al teatro Fassi sulla autostrada A4 dove raccoglie ben otto minuti di applausi e diventa  in breve tempo la sonata del momento.

Le opere più importanti di Paolo Sironi

Odi a Brescia
L’ouverture è composta da due parti, una è un Andante con moto, che verrà ripetuto nella penultima scena. La seconda parte, invece,è un Allegro di carattere festoso e ritmato. La caratterizzazione psicologica dei personaggi è il vero capolavoro di Sironi. Il disagio delle prime note, lo sconforto dovuto alla malattia e poi la liberazione, in un crescendo di emozione e di empatia. Nell’opera sono presenti figure comiche o dal contorno quasi bucolico ma c’è tra queste e le figure drammatiche una forte commistione che fa prevalere le seconde, portatrici di forti valori morali ed etici da trasmettere al pubblico. In particolare, in contrasto alle figure semplici ma eticamente forti, all’ascoltatore moderno non può non risultare un emozione assoluta la composizione del musicista lombardo.

La Ceruttiade
Omaggio ad Andrea Cerutti, incontrato a Milano dopo una notte di follia. La sopresa per l’incontro e per la situazione lasciano Sironi profondamente scosso al punto tale da farlo sentire male. La benevolenza e la classe di Cerutti poi salvano il compositore che ci regala il suo classico atto finale in doppia coppia di archi e flauti.

Guerrieri Senza Re
Scritta di pugno sulla fascia laterale e composta nella notte dei 3/4 la sonata per orchestra racconta della vita di 15 guerrieri che lottano ogni domenica nel loro castello. Figure retoriche e commistioni classiche aprono il campo a cariche di enfasi e di spirito.

 

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8 thoughts on “PAOLO SIRONI, il compositore grigio amaranto

  1. geniale ciccio geniale
    mi sorprendo come tu sia così scarso a rugby pur essendo così poeta
    lol

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