ARCHIVIOGIOVANILIUNDER 18U18: Ripartiamo da qui per ricostruire le nostre certezze

11 Ottobre 20190

Per chi ha seguito la nostra U18 anche nel periodo più difficile del campionato 7s (a cui siamo stati costretti per mancanza del numero minimo di atleti per giocare a 15), Parabiago evoca una sola scena: Barney riceve la palla e inizia a correre sulla fascia inseguito da un pitbull che, liberatosi dalla stretta del padrone, vuole tentare la carriera rugbystica. La meta più veloce della storia della FIR (n.d.r.: il cane non riuscì a raggiungere Barney che fu fermato 34 minuti dopo da una pattuglia della stradale sulla A4 per eccesso di velocità).

In quell’occasione i nostri ragazzi si distinsero per la velocità (anche grazie al pitbull) e la precisione del loro gioco, ma stavolta si gioca a 15 e basta uno sguardo alle fila del Parabiago per capire che la musica sarà completamente diversa.

Tanto la mischia quanto i trequarti ci superano abbondantemente in chili e centimetri e si capisce che superare la loro difesa non sarà una cosa semplice. Non ci resta che fare un rapido giro di campo per cercare di allentare il guinzaglio a un paio di cani presenti alla partita e incrociare le dita.

Poco dopo il calcio di avvio sono i nostri ragazzi a sbloccare il risultato grazie a Marcone che ci regala la prima meta dopo una bella risalita alla mano. La trasformazione di Daniel ci porta sullo 0 a 7.
Un vantaggio che dura molto poco perché, con una maul avanzante davvero efficace, il Parabiago si porta sul 5 a 7.

La partita è accesissima e molto fisica. Come previsto la difesa del Parabiago è davvero impenetrabile e tutti i nostri tentativi di costruire azioni si spengono dopo pochi metri. Restiamo nella metà campo avversaria, ma stiamo spendendo tantissime energie e non riusciamo a far valere il nostro gioco. Cerchiamo di risalire il campo ma la fatica si fa sentire e perdiamo palla in avanti, regalando una mischia ai nostri avversari che permette loro di respirare e riorganizzare le idee.

Chi invece fa fatica a recuperare le energie spese è l’arbitro che, preda dell’ipossia, fischia una punizione toccandosi il tallone destro. Alcuni azzardano l’ipotesi che uno dei giocatori abbia toccato la palla col tallone e che questo sia vietato dal regolamento.
Sta di fatto che grazie alla nostra indisciplina il Parabiago ha la possibilità di piazzare la palla tra i pali e portarsi in vantaggio: 8 a 7

Alla ripartenza i nostri ragazzi sono concentrati a non toccare la palla coi talloni per non incorrere in altre sanzioni (cosa particolarmente ardua per il tallonatore che, come suggerito dal nome, ha fatto di questa attività quasi una ragione di vita) e lasciano quindi agio al Parabiago di intercettare un nostro passaggio e di correre a segnare la meta del 15 a 7. Da bordo campo notiamo che correndo i ragazzi fanno ampio uso dei talloni e ci chiediamo se sia il caso di far presente la cosa alla federazione, ma decidiamo di soprassedere.

Tra le nostre fila inizia a serpeggiare un leggero scoramento. Il direttore di gara non sembra avere una linea molto decisa ed alcuni temono ora che, oltre ai talloni, anche l’uso di gomiti e ginocchia possa risultare contrario al nuovo regolamento.

La pressione ci porta a commettere molti errori ed il Parabiago sa approfittare egregiamente di ogni nostra mancanza per mettere a segno punti preziosi.

Il primo tempo si chiude sul 25 a 10. Quindici punti sono molti, ma la partita sembra ancora recuperabile.
Purtroppo la ripresa si apre con altri punti segnati dal Parabiago mentre il CE, sempre più confuso dalle decisioni arbitrali a tratti davvero incomprensibili, sprofonda inesorabilmente: 35 a 10.

I nostri hanno una splendida reazione di orgoglio, che porta Daniel a segnare la meta del 35 a 17, ma il Parabiago non tarda a farsi sentire di nuovo e allunga ancora con un uno-due che ci mette in seria crisi.
Nico viene colpito duramente durante un raggruppamento e, per far sentire il peso della sua autorità, l’arbitro decide di premiarlo con un giallo. Questo mi rievoca i dolci ricordi dell’infanzia quando, tornato da scuola con gli occhiali rotti da qualche simpaticone, venivo messo in castigo dai miei a scopo chiaramente educativo. Ah! Il potere pedagogico del moderno arbitraggio!
Il Parabiago non tarda a sfruttare la superiorità numerica per chiudere il conto e mettere la parola fine ad una partita davvero combattuta fino alla fine.

La vittoria del Parabiago è netta e meritatissima. Il punteggio finale (52 a 24) racconta di una superiorità in quasi tutte le fasi di gioco, con dei trequarti davvero incisivi e una difesa quasi imbattibile. Racconta anche di un CE in grande difficoltà per alcune decisioni arbitrali (non dimentichiamo che non siamo nel rugby professionistico) ma comunque sempre combattivo e determinato.
Dopo la bella vittoria contro l’ASR, una sconfitta altrettanto bella contro un avversario meritevole.

Ci sta. Ripartiamo da qui per ricostruire le nostre certezze. Tanto si sa: alle brutte c’è sempre la Formula Uno.

Forza CE!

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