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12 ottobre 20180

Nuovi ingressiVi presento Paolo Gioia

Il nuovo Coach della Seniores

La nuova stagione del Rugby Cernusco è ormai iniziata e anche il campionato della rappresentativa Seniores è alle porte.

Domenica 14 scenderà in campo la Seniores per la prima giornata del Campionato di serie C1.

Ci siamo trovati un girone di tutto rispetto e giocheremo con ASR, Stezzano, Franciacorta, Lyons e Monza.

Incontreremo quindi anche il Monza guidato da un nostro ex, coach Pescari. Ex perchè da questa stagione la guida della prima squadra di Cernusco è affidata a Paolo Gioia nel ruolo di Head Coach affiancato da Daniele Camelliti (Responsabile mischia), Sebastiano Dragoni (Responsabile tre quarti) e Marta Rigon (Preparatore Atletico)

Andiamo a conoscere meglio l’head coach:

Coach della Seniores, posso chiederti prima di auto presentarti?
Mi chiamo Paolo Gioia, 48 anni, una moglie e un figlio. Ho iniziato a conoscere il rugby da ragazzino quando al mare ho incontato un ragazzo che giocava nell’Amatori Milano.

Arrivi da una serie di precedenti esperienze in diverse società, come è iniziato il tuo percorso nel rugby?
Come ti raccontavo tornato da quella vacanza ho cercato una società a Milano per iniziare a giocare. Il Giuriati era comodo e sono diventato un giocatore dell’U15 in ASR, allora si chiamava MAA e giocava in serie A con Treviso, Aquila, Petrarca ecc… È stata l’unica società in cui ho 
giocato, smesso, ripreso e vinto un campionato a 42 anni come giocatore.
Verso la fine della carriera ho iniziato anche ad allenare, l’U12 per 4 o 5 anni, poi l’U23 e l’18 Elite fino all’ultimo anno in cui mi sono dedicato ad allenare i mediani di mischia di tutte le giovanili.Tramite ASR ho avuto l’opportunità di fare anche delle esperienze all’estero, un corso in Galles agli Ospreys, e parecchi incontri di formazione con Philippe Doussy.
Poi le strade si sono divise: non c’era disponibilità di categorie che mi intressasse allenare e, così, ho deciso di vedere se ero all’altezza anche di una U18 territoriale nata da poco. Sono stato due anni ai Porcospini di San Donato, vincendo il girone territoriale e accedendo ai playoff. È stata una soddisfazione, per tutti, ma avevo voglia di altro ed è arrivata la possibilità di allenare i trequarti a Monza della squadra femminile di serie A. Una bellissima esperienza, che ti fa vedere l’approccio al rugby da un punto di vista totalmente opposto, quello femminile. Ed ora eccomi qua, con una squadra maschile, con un progetto di tre anni ambizioso e un gruppo di giocatori che si aspettano
molto dallo staff tecnico.

Cernusco ormai è “casa tua” da qualche mese, come ti trovi? E’ come ti aspettavi vedendola da fuori?
A Cernusco mi trovo benissimo, è stato un po’ un ritorno alle mie origini nel mondo del rugby, una sorta di famiglia allargata che trova piacere nel condividere i propri momenti liberi insieme, una club house che è sempre a disposizione di tutti. E poi, cosa non da poco, si mangia benissimo!

Il campionato sta per cominciare, direi che quest’anno il girone è decisamente impegnativo. Come vedi i ragazzi?
Si, il girone è impegnativo, ma se vogliamo fare un salto di qualità è quello che ci vuole. Dobbiamo confrontarci ogni domenica con squadre che ci potrebbero battere o, quanto meno, mettere seriamente in difficoltà; ma solo così ci abitueremo a scendere in campo mettendoci tutto il
nostro impegno per portare a casa la partita. Anche le due amichevoli ufficiali sono state scelte in questo senso, abbiamo perso, di poco, ma siamo anche riusciti a vedere chiaramente il lavoro da fare sia noi tecnici sia i ragazzi che giocano.
Per quanto riguarda i ragazzi, è un bel gruppo, mi sembra che già dai primi allenamenti di luglio si sia instaurato un rapporto di fiducia nei confronti dello staff tecnico. Stiamo lavorando molto sulle basi tecniche, che sono ancora un po’ carenti, e sull’organizzazione sia in difesa che in attacco. Mi sembra che i giocatori abbiano capito che se non sistemiamo queste cose, le fondamenta, andremmo avanti senza basi solide. Si impegnano molto e credo percepiscano i progressi che stanno facendo.

A tuo sostegno ci sono anche tre personaggi ormai consolidati a Cernusco, come vi trovate tu, Camme, Seba e Marta?
Posso dirti che io mi sto trovando molto bene sia umanamente sia tecnicamente. Dopo un primo periodo di studio reciproco, sto cercando di ampliare il loro apporto alla pianificazione degli allenamenti. Per me è importante essere un team anche tra i tecnici, ciascuno deve portare le 
sue idee e le sue proposte di allenamento, io cerco di tenere il timone e ho ben chiare le priorità e dove vogliamo arrivare.

Credo di averti visto sempre con il cappellino in testa: abitudine, casualità o scaramanzia?
Niente di tutto questo, il cappellino è nato da un’esigenza medica. Tre anni fa ho avuto un incidente alpinistico, il risultato sono stati 25 punti in testa e il consiglio del chirurgo di non esporre mai la ferita al sole diretto. Da lì ho iniziato a usare il cappellino, un po’ per il sole e un po’ per nascondere un brutto segno.

Io tra queste parole leggo un uomo e uno sportivo con le idee chiare, deciso e motivato al risultato ma capace di confrontarsi, mettersi ingioco e affrontare le difficoltà con umiltà e ancora di affrontarle con la concentrazione tale da permettere di trovare anche in quei momenti gli elementi su cui costruire il successo futuro. Grazie Paolo e un grosso in bocca al lupo! (anzi, visto che sono un OLD direi in bocca al Coyotes!!)

Adesso tocca a voi, a tutti NOI, sostenere la squadra.

Intorno al Castello vogliamo vedere bambini, ragazzi e adulti a tifare CE e non dimenticatevi delle trasferte!! Domenica per la prima di campionato vi aspettiamo numerosi a sostenere i ragazzi e i nostri colori.

Forza CE!! IoCEcredo!!

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