home ARCHIVIO, Coyotes Vecchi – Stravecchi: la Grande Classica che (non) mancava

Vecchi – Stravecchi: la Grande Classica che (non) mancava

La cronaca secondo i Vecchi (by Phil) :

Arriviamo in campo e scopriamo che lo spartiacque per dividere i Vecchi dagli Stravecchi pare fatto apposta per comprendere tutti i giocatori più esperti e rodati nelle fila degli Stravecchi.
Entriamo negli spogliatoi e scopriamo che le maglie che ci sono toccate in sorte sono quelle invernali, che già a due sottozero fanno sudare anche se sei in panchina.
E capiamo che il termine “nonnismo” non è mai stato così appropriato.
Inizia così la prima edizione della Vecchi vs. Stravecchi. Una sfida che è già un classico. Negli spogliatoi dei Vecchi la tensione è palpabile. Siamo senza riserve, con pochi Veterans e molti Old nelle nostre fila e capiamo che le nostre uniche possibilità di figurare bene risiede nelle nostre gambe, nei nostri possenti fisici (quasi) scultorei e nel nostro innato acume tattico.
Partiamo, quindi, coi fondamentali, spruzzandoci abbondantemente le folte chiome con una lacca giallo-limone in onore del caschetto fluo del nostro Capitano.
Dopo il riscaldamento e prima del calcio d’inizio il coach riassume brevemente la strategia di gioco in tre parole: pressione! pressione! pressione!
Scopriamo che sudando la lacca giallo-limone cola impietosamente negli occhi con un simpatico effetto urticante, ma la tenzone incombe e non c’è tempo per i piagnistei.
Calcio d’inizio. Partiamo subito a tutta. Incredibilmente nella direzione giusta. Facciamo sentire tutta l’irruenza della nostra giovine età e ci arrocchiamo nei 22 avversari. Gli Stravecchi non ci stanno e, forti del loro superiore gioco alla mano, guadagnano rapidamente metri su metri. La partita sembra equilibrata per i primi minuti almeno fino a quando, sfruttando abilmente un buco nella nostra difesa, gli Stravecchi segnano la prima meta.
Le mete, si sa, sono meglio del Gerovital. Dalla panchina avversaria vediamo un tripudio di flebo e cateteri lanciati in aria festosamente e intuiamo che gli Stravecchi ci daranno parecchio filo da torcere. Detto fatto: in pochi minuti i vecchiacci raddoppiano e allungano il vantaggio.
Nella pausa il nostro coach ci ricorda le tre regole fondamentali da seguire in campo: nessuno parla tranne il Capitano, nessuno parla tranne il Capitano e nessuno parla tranne il Capitano. Alcuni ipotizzano che sia un caso di balbuzie a frasi intere. Il messaggio arriva a segno: “Ragazzi, guardiamoci in faccia!” (lo facciamo e ci rendiamo conto che per via della lacca gialla colata sul viso sembriamo in preda a un’epidemia di ittero) “questa è una partita vera e loro sanno giocare, quindi non mollate! State concentrati e continuate a portare pressione”. Ce la mettiamo tutta e nella ripresa partiamo piazzando una bellissima meta, ma gli Stravecchi non ci stanno, reagiscono dall’alto della loro esperienza e il chiudono il risultato su un impietoso 3 a 1. Tutto il resto è birra.

La cronaca secondo gli stravecchi (by Baffo) :

Tre numeri primi hanno caratterizzato la domenica del “ back to the field” nella quale si sono autosfidati i Coyotes.

71, 3, 1 .

71 è il numero che ha generato i due schieramenti, gli under (vecchi) e gli OVER  (STRAVECCHI) che in un rettangolo verde si sono amorevolmente azzuffati per il possesso di una palla ovale.

Questo è successo in occasione del “Back to the Field” organizzato dal Rugby Cernusco 1979.

La tensione si percepiva già durante la settimana con schermaglie verbali, scritte, nel socialgruppone dei “Coyotes” con sfottò da entrambe le parti.

Ma è diventata palpabile mano a mano che ci si avvicinava al fischio di inizio.

Chi era al difuori del campo da gioco vedeva una trentina di uomini in avanti con l’età in pantaloncini corti e maglie aderenti accessoriati chi + chi – di panze prominenti, provvisti di calvizie + o – vistose, di acciacchi + o – visibili rincorsi in maniera disordinata dietro ad una palla ovale dal comportamento dadaista, ma chi era dentro il rettangolo sacro sentiva in se la forza di uno sbarbato al primo incontro.

Tutti hanno dato tutto e qualcosa di più.

D’altronde questa partita era stata rinviata già troppe volte.

Questa doveva essere la volta buona.

Campo in discrete condizioni, un poco duro, temperatura non troppo elevata vista l’ora in cui si è giocato, buon numero di partecipanti sia dentro che fuori il campo.

Dopo una fase di riscaldamento comune nella quale si è cercato di attivare le consunte articolazioni e si studiava il futuro avversario e dopo il saluto delle due compagini al pubblico presente, esaltante l’eco, si è passati alle vie di fatto.

Grazie ad alcuni OVER con un po’ di esperienza sulle spalle gli STRAVECCHI hanno prima contenuto le sfuriate dei vecchi, poi li hanno costretti nella loro metà campo riuscendo nella seconda metà del primo tempo, con una azione corale, a portare la palla oltre la linea di meta.

Dopo la pausa, nella quale si è cercato di riprendere conoscenza ossigenando i (L) neuroni, gli OVER sono stati più rapidi nel riorganizzarsi segnando una seconda meta.

A questo punto si sono materializzati in campo gli ectoplasma di Nik Scombinato e Bepi Soqquadro nelle file degli STRAVECCHI, mentre nella compagine avversaria si sono infiltrati Francosilvio Consapevolezza e Gina Lucidità; così i ruoli in campo si sono rovesciati e gli under sono riusciti ad accorciare le distanze, ma questa situazione sgradevole per gli OVER è durata poco al punto che in chiusura di tempo con una giocata nata da una mischia e continuata dai ¾ si sono ristabilite le distanze non solo anagrafiche.

Al fischio finale, finalmente, il fatidico numero che ha generato tutto ciò è scomparso e sono ritornati tutti insieme, i COYOTES.

Per la cronaca e i posteri la partita è finita 3 a 1 per i S(uper)Vecchi.

Foto di Giorgio, Tunello e altri

 

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