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RUCSH – LA LEGGENDA

La leggenda di Rucsh è una di quelle sfide eterne che nel mondo del rugby si tramanda da generazioni. L’eterna sfida tra il genio e la follia, tra il bene e il male e perché no tra tutto quello che decide il nostro modus vivendi. La viviamo ogni giorno in tram, mentre andiamo a studiare, mentre siamo in riunione o stiamo abbattendo un palazzo a mani nude. E’ il motivo che ogni mattina ci fa aprire gli occhi e chiudere la borsa…Mischia o tre quarti? Nessuno ha mai saputo rispondere a questa domanda, correnti di pensiero, partiti politici, religioni ci hanno provato ma risposta non è mai arrivata. Ho deciso allora di chiedere agli anziani, sulle rive del fiume sacro, a fianco del Castello. Nascosta tra aneddoti e battute con il passare del tempo ha comuniciato a prendere forma una storia eccezionale e mai raccontata finora.

La leggenda vuole che negli anni della velocità esistevano tre piloti fortissimi. Uno era famoso per la sua tranquillità e l’immensa conoscenza del mondo delle corse. Clay Occelloni conosceva ogni curva, ogni angolazione di frenata e sapeva guidare la macchina al meglio in ogni condizione.Di lui si sapeva poco, sempre molto chiuso e circostanziale dava il meglio di se in pista e sapeva guadagnare dagli errori degli altri piloti.

Poco dopo arrivò un altro pilota, freddo come il ghiaccio, determinato oltre ogni limite, aggressivo e antipatico al circus. Nicko Lauda era il suo nome. Le sue stime, le sue proiezioni, i suoi calcoli non erano mai sbagliati come la famosa manovra della FarinaCurve quando grazie alla sua abilità riusci da solo a ripetere in maniera perfetta l’incidente che aveva coinvolto la monoposto di CJ Leto . La sua abilità alla guida era pareggiata solo dalla impagabile capacità di messa a punto della vettura e la sua voglia di vincere lo aveva portato a domare macchine potenti con prestazioni da favola.

Non era finita perché c’era anche un terzo pilota. Nessuno sapeva chi fosse in realtà Desio Hunt. Bello come un divo, circondato da fama e belle donne era uno dei piloti istintivi più forte che fosse mai sceso in pista. Adorava il suo mondo, non mancava mai ad una festa, non si perdeva una sfilata di Emaaaaaa in ogni parte del mondo, conosceva le più delle donne del mondo eppure non era felice. Desio amava spingersi sempre oltre il limite e la formula uno era il suo campo da gara. Desio era sobrio solo in gara, armato di coraggio e passione.

Nel campionato del mondo di quell’anno Nicko Lauda cominciò alla grande, vinse le prime gare battendo piloti del calibro di Emerson Filopaldi e Juan Manuel Quadro. Clay Occelloni arrivò spesso secondo mentre Desio non riusciva a trovare anche il giusto modo di combattere. Con il passare delle gare però Desio Hunt riuscì ad ottenere il meglio dalla sua macchina e cominciò a vincere. Vinse ad Abu Dudi, a SPArola e Montmeloni e fece una gara sensazionale a Monzani sul circuito di casa. Clay arrivo sempre sul podio anche in quelle gare e Nicko cominciò a sentire una forte pressione alle sue spalle. Il destino era in agguato proprio nella gara a Suzukanto. La pista era bagnata di vino e nonostante montasse gomme da negroni Nicko ebbe un terribile incidente quando a causa di una rottura meccanica andò a sbattere contro un tombino procurandosi gravi lesioni in testa. Nella stessa gara anche Desio Hunt usci di pista lasciando a Occelloni la strada della vittoria.

L’eterna sfida doveva ancora essere decisa e la leggenda volle che tutte e tre i piloti a pari punti dovettero affrontare l’ultima gara, sul terribile circuito di Cernusco, detto il Castello, reso viscido dal fango. La gara fu indimenticabile con Nicko, Desio e Occelloni a lottare ad ogni centimetro di curva. Gli spettatori erano in visibilio. Sorpassi, frenate al limite, sgommate sotto gli occhi del patron Bernie Ceccostone non bastavano, i piloti volevano di più, fu allora che successe il fattaccio. Desio Hunt arrivò lungo alla frenata della chicane Martesana e tocco la monoposto di Nicko Lauda che in quel momento era in testa. I due andarono a sbattere contro il Magazzino lasciando a Occelloni il titolo e la vittoria.

Ecco la leggenda del Castello, le macchine guidate sono il nostro mondo. Nicko Lauda guidava la Tre Quarti: ordinata, veloce, letale ma anche troppo veloce in curva. Desio Hunt guidava la Mischia: spregiudicata, potente ma fragile in frenata. Clay Occelloni guidava la Mixed, una macchina potente e libera di pregiudizi che in campo incarna da sempre il modo giusto per vincere un GP o una partita di rugby, anche contro il Lainate che guarda caso è rosso come la Ferrari.

Lino “Alain” Cagno

In copertina Rucsh – La Leggenda di Filippo Scaglia. Si ringrazia Francesco Mucci per la collaborazione

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