ARCHIVIOCoyotesOTTObeerfest in casa dei Babbyons

8 ottobre 20140

Giornata di inizio ottobre, settembrina.

Inizio: 16+1 ( cit. Gianni Agnelli) Coyotes giocanti, 3 Coyotes accompagnatori/degustatori, 1 FotoCoach.

Fine: 100 bicchieri di birra vuoti

Nel mezzo: sudore, qualche goccia di sangue, qualche madonna scesa in terra chiamata non tanto sottovoce, qualche meta presa, UNA meta fatta.

Ma torniamo all’inizio i 16+1 ( cit. Gianni Agnelli) sono Ste, Mino, Je, Cassina, Roby, il Baffo, il Sindaco, il Cuoco, Volpe, Lolli, Henry, Buddah, LucaLoca, Loris, Gatto, Tab, Chicco.

Per Il Cuoco, LucaLoca e Volpe è stata la loro prima partita; i 3 accompagnatori/degustatori sono Antonello, Giorgio e Giovannone che hanno le mani sempre occupate da qualche salciccia o bicchiere di birra e 1 FotoCoach che si divide equamente tra soppesare i presenti per dare una sequenza di numeri, generalmente dal 1 al 15, e inquadrare i momenti epici della partita per permettere a tutti di dire “…Io CE-ro” non riferendosi all’oggetto.

Naturalmente l’OTTO beerFest è una scusa per ritrovare vecchi amici o per rinsaldare nuove amicizie, questo fuori dal campo, ma dentro il rettangolo sacro non si fanno sconti, ci si accapiglia di buona lena per portare la palla a casa degli avversari.

I 16+1 ( cit. Gianni Agnelli) incontrano nella prima partita i Babbyons, i padroni di casa, e da buoni ospiti perdiamo per tre mete a zero.

Il Coyote è un animale crepuscolare, il suo abitat è la penombra, giocare nel primo pomeriggio non si confà al suo DNA.

Comunque anche se la partita era compromessa nessuno dei 16+1 ( cit. Gianni Agnelli) si è tirato indietro, anche non capendo molto di quello che succedeva intorno, tutti ci hanno dato dentro.

Ai saluti finali tutti amici come prima e più di prima.

Secondo incontro, cambio campo.

Campo è una parola grossa, le dimensioni erano un poco più grandi di un campo da tennis e dentro quei pochi centimetriquadrati si è giocato in 30.

Coyotes vs Mosquitos risultato finale 0 a 0.

Con un terreno di gioco così limitato nelle dimensioni i ¾ ne sono usciti frustrati perché hanno dovuto trasformarsi in UOMINI di mischia.

Il gioco si è sviluppato intorno alla linea centrale del campo, non avvicinandosi mai alle rispettive linee di meta.

Ultima partita, si ritorna a giocare nel campo principale, ci si scontra, letteralmente, con i Broc-Milo’ld

Durante i soliti convenevoli che si fanno in queste situazioni su una nostra distrazione veniamo bucati e gli avversari portano la palla oltre la nostra linea di meta.

Ma non finisce qui, siamo a pomeriggio inoltrato, il Coyote comincia a ritrovare il suo habitat, il sole è più vicino all’orizzonte, la temperatura è leggermente scesa, il metabolismo coyotesco comincia a produrre endorfine e altri stimolanti ed ecco che il branco si sveglia e si orienta verso una unica direzione, l’H avversaria.

E venne la meta del pareggio; per la cronaca Tab ha portato il pallone nella casa degli avversari scortato da alcuni Coyotes.

Pensierino…….”Tab è vero che ti sei girato alla fine della corsa non per vedere se c’erano avversari che ti braccavano, ma per vedere se alle costole avevi Il Cuoco o Lucaloca o Carmine per dargli la palla della meta e fare bere tutta la squadra gratis….”

E arriviamo alla fine, tre partite giocate, tutti hanno dato la loro parte di sudore e qualche stilla di sangue ( Gatto), abbiamo fatto vincere i Babbyons, in casa loro.

I 16+1 ( cit. Gianni Agnelli) si sono divertiti, ma ora bisogna fare in modo di portare a casa qualche bel risultato…….ma questo è un’altra storia.

Il fine fine è stata una pila di 100 bicchieri di birra vuoti infilati uno nell’altro a perenne ricordo che almeno nel terzo tempo vendiamo cara la pelliccia.

Il baffo.

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