home ARCHIVIO, PRIMA SQUADRA, STORIA Cernusco, lettera a Babbo Natale parte 1 – Gerundi

Cernusco, lettera a Babbo Natale parte 1 – Gerundi

Domenica si gioca al Castello. L’ultima gara in casa dell’anno, prima del Santo Natale. Il Cernusco affronta i Gerundi, diretti discendenti dei draghi lombardi del lago Gerundo. Si narra che un tempo il lago fosse infestato da enormi serpenti e che gli abitanti della zone ersero possenti muraglie per evitare il passaggio di questi esseri.Le serpi terrorizzarono per anni la zona fino a quando un giorno di Natale un cavaliere Honda arrivo dal nord e dopo aver sconfitto i draghi portò regali a tutti i bambini della zona. Tutti lo chiamarono Babbo Natale ma in realtà la storia è molto diversa…

Babbo Natale non esiste.  O meglio, babbo natale non esiste perché è Mauro Gazzoni. La sera che l’ho scoperto era in casa ed era la vigilia di Natale, mi metto il pigiamino e vado a letto ma sento i miei che parlano, parlano di regali, dicono che li hanno nascosti lassù, sopra l’armadio. Non ci credo, i regali li porta babbo Natale lo sanno tutti i miei compagni a scuola. Decido di restare sveglio, non chiudo occhio, mi alzo dal letto e mi fermo a guardare il camino. Non succede nulla, poi ad un tratto lo sento, è un fischio. Guardo fuori dalla finestra e vedo arrivare una Africa Twin. Dalla moto scende Mauro Gazzoni con la divisa da coach e una borsa del Cernusco. Non passa dal camino, fa una finta alla porta ed entra in casa. Consulta il suo elenco, in tasca e tira fuori una piccolo pacchetto con il mio nome. Mi vede, si tocca un baffo e mi strizza l’occhio. Un salto dalla finestra e via, verso la casa di fianco. Mi sveglio al mattino e trovo nel pacchetto i due Kooga da sollevamento per seconde linee, esattamente quello che ho sempre voluto ma non ho mai osato chiedere, nemmeno a Babbo Natale.

Per questo gioco a Cernusco, e per questo ho scritto questa lettera a Gazzoni, per farci trovare, sotto i pali, i regali di natale ma in anticipo.

Caro Mauro Gazzoni se i miei amici sono stati bravi vorrei portassi loro:

Per Alberto Rescigno uno specchio da mettere a bordo campo, il mio amico è sempre di corsa e in campo non ha tempo di vedere se è a posto come vorrebbe. Qualcuno potrebbe fare una foto. Mi piacerebbe anche avere un parrucchiere in campo, il look, per gigantish è importante quanto un break.

Vorrei regalare a Michele Petretta un piccolo smartphone antiurto per tenere sempre sotto controllo la sua agenda, per i suoi appunti e per non essere mai in ritardo su ruck e punti di incontro. Lui non ha mai fatto in ritardo in vita sua ed è sempre al primo posto quando corriamo e non può certo perdere tempo.

Per il mio amico allenatore Niccolò vorrei una sacca delle tue piene di complimenti nuovi e creativi. A lui piace in campo spronarci con colorite metafore e simpatici epiteti dedicati alle nostre abilità di gioco ma con tutti sti allenamenti anche la sua fantasia si sta inceppando. Confido nella tua redazione di renne (Mc Caw).

Per il mio compagno di merenda Travaini vorrei finalmente un grande divano e un bongo gigante con il quale allietare le sue serate a casa e soprattutto per farci riscoprire le domeniche in famiglia con quello stile tipico dei fattoni DOC

Per Luca Cinquetti vorrei chiederti se possibile di avere un paio di mani nuove, Non tanto per gli avanti quanto per evitare tutti  quei gesti per richiamare l’attenzione di tutti agli allenamenti,  sempre in prima fila lì quando c’è da fare una corsa o uno scatto in più

A Paolo Sironi vorrei regalare uno spartito, in mattoni, per segnare con il suo scalpello le canzoni cosi belle che inventa e che molto spesso anche noi dimentichiamo

Vorrei che il mio amico Michalsky parlasse di meno e il mio amico Falcone di più. Non riesci a fare qualche incantesimo per rendere uno sintetico e l’altro oratore? L’ideale sarebbe mixarli un po’ come un centauro ma senza casco.

Vorrei trovare finalmente uno shampoo al Plutonio per Roberto Caserini, non tanto per lavare ma quanto per togliere il fastidioso odore di Calcutta dal nostro spogliatoio.

Mi piacerebbe che Marco De Caro imparasse altre parole del suo vocabolario diverse da “tua madre” e “Souca”, sono convinto che anche lui riesca a parlare normalmente magari con l’aiuto di un sapientino e di un adeguato supporto etico

Vorrei tanti regali ancora ma aspetto ancora un po’ a scriverti, prima gioco contro I Gerundi. Loro sono antichi discendenti dei draghi di un lago abbandonato e noi dobbiamo vincere per poter andare avanti in questo Natale ovale, quindi ci sentiamo la prossima settimana…

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3 thoughts on “Cernusco, lettera a Babbo Natale parte 1 – Gerundi

  1. Non capisco se sei ironico quando scrivi dei Gerundi..l’articolo,comunque, è molto carino e mo ha fatto sorridere 🙂

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