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Under 10 in vacanza a Parma

 

Forse il caldo , forse il sonno o cosa non si sa, sono le cause del calo dei piccoli runners cernuschesi, che a Parma si sono trasformati da giocatori a compagine in gita di piacere a caccia delle bonta culinarie locali

Nonostante i risultati ci è piaciuto vedere i ragazzi ridere, buttare il caschetto per aria e scherzare su una giornata no che capita a tutti, anche a dei Runners forti come i nostri Under 10.

Essere  una squadra non è facile, ma ci aspettiamo che anche da questa sconfitta ci arrivino insegnamenti e idee da mettere in partica in campo e fuori. Certamente oggi un elogio non è quello che vogliamo fare ma quello che vogliamo dire a tutti i piccoli Runner è che di giornate storte ne capitano e che la forza sta nel rimettere in sesto se stessi e gli amici per tornare in campo a vincere ma sopratutto a giocare. Lo sport è per tutti, e tutti i bimbi sono uguali quando vincono e quando perdono. I bambini speciali sono quelli che sanno vincere e perdere come dei campioni.

Questo è quello che la società e lo staff tecnico rugby cernusco si aspetta dai suoi ragazzi, dagli accompagnatori e dai genitori di un gruppo di bambini normalissimi ma uniti da una passione grigio e amaranto che li rende speciali. Le dinamiche di gioco e risultato sono senza dubbio un elemento del quale scrivere e discutere, l’atteggiamento da tenere in campo e sul web e l’etica di uno sport under 10 certamente no. Per questo pubblichiamo volentieri il commento di un genitore e confermiamo che l’articolo originale è stato modificato dalla società perché non rispettoso delle norme comportamentali di cui tutti noi andiamo fieri

 

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15 thoughts on “Under 10 in vacanza a Parma

  1. Purtropp non avete dimostrto di essere una sqadra unita.
    Il rugby è spirito di squadra , nel bene e nel male.
    Anche se siete solo bambini, è ora che comciate a essere un pò più grandi.

  2. Si, forse il caldo , forse il sonno o cosa non si sa che ha spinto qualcuno che neanche si firma a scrivere queste scocchezze a tratti offensive.
    Fermo restando che i “bambini comuni” non esistono ma esistono solo bambini speciali che giochino o no a rugby, che vincano o perdano, che facciano le cose giuste o quelle sbagliate e che raramente un bambino è menefregista, anzi per sua natura è portato ad esprimere la sua emotività e a vivere intensamente le situazioni in cui si trova.
    Le parole del mio ignoto interlocutore sono quelle di chi gioca per vincere e non per divertirsi, di chi punta al risultato e non all’esperienza, starebbero bene in bocca ad un allenatore di calcio piuttosto che in quella di un appassionato di rugby.
    Eppure lo scopo dichiarato del minirugby è “favorire una migliore conoscenza e comprensione del gioco ed un più solido apprendimento tecnico-tattico, basato più sulla “VOGLIA DI DIVERTIRSI” CHE SU RIGIDE APPLICAZIONI SCHEMATICHE DEL GIOCO DEL RUGBY. ” come recita il regolamento ufficiale che si può scaricare dal sito della FIR.
    Cuore e passione NON contraddistinguono un giocatore di rugby da qualsiasi altro sportivo, cuore e passione ci vogliono in tutti gli sport e in tutte le cose della vita, ed è anche questo che mi aspetto che il rugby insegni a mio figlio.
    Non voglio e non posso dare un giudizio tecnico ai nostri ragazzi, ma gli errori sul campo saranno spunto di riflessione per gli educatori, li spingeranno a modificare e ad adattare alla situzione le tencniche di allenamento, ne sono certo, mentre mi sembra abbia ben poco senso urlare e sbraitare con loro subito dopo una partita “sbagliata” con l’unica evidente conseguenza del pianto a fontanella di uno di loro.
    Così come sono certo che i ragazzi abbiano fatto del loro meglio e, sopratutto, che chi era li non per vincere ad ogni costo ma per divertirsi ci sia riuscito e che poi abbia anche buttato il caschetto in aria.
    Può darsi che non abbiano fatto squadra, per altro la logica delle convocazioni e le evidenti preferenze per i “migliori” non spinge un ragazzino di 9 anni a sentirsi parte di una squadra.
    Ora qualcuno penserà che le convocazioni sono obbligatorie dato il limite di 10+5 imposto da vari tornei nazionali, peccato che tale limite sia impugnabile in quanto il regolamento del minirugby FIR prevede esplicitamente (par. 3.4) che le riserve siano in numero illimitato e che TUTTI i giocatori partecipino al gioco, con tanto di nota pedagogica a giustificare questa scelta.
    Sono d’accordo quando il mio ignoto interlocutore dice che “ogni tanto bisogna anche far capire ai nostri figli che hanno sbagliato, quando hanno sbagliato”, ma comunque vanno elogiati e incoraggiati e gli errori devono essere spiegati con calma e chiarezza.
    Un bravo a tutti, ma proprio a tutti i nostri ragazzi, a quelli che hanno fatto meta e quelli che non l’hanno fatta, a quelli che hanno placcato e difeso e a quelli che non l’hanno fatto e anche a quelli che per regolamento od opinione non hanno potuto partecipare.

  3. L’ignoto interlocutore sono io .Dopo aver letto il nuovo articolo fatto dalla società , e il commento del genitore , mi sento in dovere di porgere le mie scuse a tutti . Non era mia intenzione offendere nessuno o di non essere rispettoso delle norme comportamentali di cui parlate , ho semplicemente dato un giudizio sulla giornata grigia di Parma senza pensare alla vittoria o alla sconfitta.
    Chi mi conosce bene può confermare che non ho mai dato peso alla vittoria o alla sconfitta.
    Dopo 3/4 anni che scrivo articoli su questa grande squadra , è la prima volta che vengo contestato così duramente, ma se non sbaglio non sono il primo che scrive o critica la giornata no di una squadra .
    Comunque trovo giusto che la società mi abbia corretto e criticato, anche perché come ho scritto nell’articolo , le critiche devono essere costruttive e accettate.
    Per quanto riguarda M. Pandolfini ,le convocazioni. non dipendono dalla società o dagli educatori , ,ma bensì, proprio dalla federazione e dalla società che organizza il torneo. Per quanto riguarda tutto il resto , sarei ben felice di chiarire con tè tutti gli altri punti sui quali non concordano i nostri pensieri.

    Firmato . Willy.

  4. Ciao a tutti,

    chapeau a Willy che porge le sue scuse, chapeau a Pandolfini che ha aperto una discussione costruttiva.
    Mi inserisco solo per puntualizzare, ancora una volta, che la FIR non dà indicazioni circa il n. di atleti da portare ad un torneo se non a partire dall’U.14. Sono le società organizzatrici che indicano dei n. (infatti variano da torneo a torneo) e ciò solitamente è legato al fatto di poter predisporre un certo numero di gadgets e di poter offrire il terzo tempo a tutti i partecipanti.
    Solitamente le società, se avvisate prima, non hanno nulla in contrario se si portano dei bambini in più (cosa che facciamo spesso), tuttalpiù diventa un “problema” dell’educatore gestire una squadra con molti cambi. Vorrei anche ricordare che i giocatori in più possono eventualmente anche essere prestati ad altre squadre. I bambini veramente appassionati non guardano per quale squadra giocano, a loro interessa giocare, e vi assicuro che sono esperienze di crescita anche giocare con compagni nuovi.
    Il fatto che ci sia un “numero chiuso” non significa poi portare sempre e solo gli stessi giocatori, sarebbe auspicabile fare a rotazione, magari chiedendo le disponibilità dei ragazzi prima e poi, di comune accordo, e spiegando il motivo, portare di volta in volta tutti, anche i nuovi arrivati che devono fare esperienza.
    Nel CE le convocazioni non esistono fino all’U14-16.
    Detto questo, FORZA CE!
    Cristina

  5. …. Bambini,partite di calcio,di rugby atletica nuoto pallavolo sci e in ogni sport bisognerebbe considerare che per ogni genitore tutto e’ bello fino a quando un cuccioloIino di 8/10 anni non si fa male non giocando una normale partita ma una competizione Nazionale dove in una squadra giocano 5 bambini contro 10 perché gli altri della squadra non son preparati alla competizione…Signori si sta’ insegnando il Rugby non la scopa d’assi,spero che in seguito allenatori come Willy siano in ogni under per preparare i piccoli cucciolotti (vorrei solo far presente che ogni squadra che viene hai tornei Nazionali porta bambini preparati ed allenati alla vittoria)
    Educazione e rispetto delle cose che si fanno non si imparano a 40 anni ma quando si nasce,rispettare quanto si sta facendo e’ scuola di Vita per Tutti grandi e bambini accettando soprattutto le critiche costruttive del proprio allenatore,maestro,professore.
    Marco Franzosi

  6. Credo che i giudizi sulle persone vadano dati guardando un periodo non una singola situazione.Sono 4 anni che vedo questi bambini crescere, fisicamente, di personalità e (meno importante per me) sportivamente.
    Ho visto degli allenatori che li hanno fatti entrare nel gruppo un po’ alla volta, perchè il rugby non è “la scopa d’assi” e se arrivi impreparato ti fai male o fai far male ai tuoi compagni.
    Ho visto questi allenatori diventare delle furie quando una squadra avversaria giocava in modo pericoloso per i nostri oppure, come domenica, quando questi bambini si erano completamente dimenticati un’altro valore che insegna questo sport: si gioca insieme, per vincere insieme e chi se ne frega di chi fa meta.
    Domenica non ha funzionato niente.
    Degli errori ci sono stati, da parte di tutti, ma come abbiamo sempre fatto in passato i commenti agli allenatori si fanno in privato, al limite davandi ad una birra.
    Così abbiamo sempre fatto in passato e tanto male non è andata.
    Consiglierei a tutti di usare lo stesso approccio anche in futuro.

    Forza Cernusco
    Forza Allenatori del Cernusco
    Forza U10

  7. Credo che la prima stesura dell’ articolo fosse effettivamente ad “alto profilo”, pero’ bisogna anche dire che in quest’ anno passato in questa societa’ non ho mai e dico mai sentito una parola o un atteggiamento rivolto a vessare o offendere alcun ragazzo.
    L’ articolo, secondo me, andava letto in una chiave di rispetto nei confronti dei propri compagni e del lavoro svolto durante tutto l’ anno e non, come uno sfogo di una persona come Willy che dedica ed ha dedicato con passione tempo ed energie in primo luogo a suo figlio, ma anche a tutti i componenti della squadra.
    Credo che il lavoro svolto da Mario, Giglio, Bisco e tutti gli accompagnatori sia esattamente quello che farei io se fossi in io.
    E per sdrammatizzare questa situazione ” troppo tesa” per il mini rugby dico che: dieci, quindici, settanta ragazzi che si svegliano alle sei del mattino per andare a giocare un qualsiasi sport sono sicuramente speciali, ma lo sono ancora di piu’ quelli del CE perché sono i nostri figli e dei grandi rugbisti.

  8. Solo una puntualizzazione, che credo valga per tutte le categorie:
    Sinceramente mi fa solo star male(sarà l’età) sentire fare appunti a questo o a quell’allenatore o giocatore perchè si è giocato male o si è perso una partita o due.
    Non è meglio fare in modo che la vittoria, la sconfitta o il pareggio, così come una prestazione esaltante o pessima, rimanga circoscritta a quel pomeriggio e poi girare pagina ? Vedo intorno al minirugby troppi genitori che, pur non avendo mai giocato a rugby, pretendono di dire la loro e criticare le scelte dell’allenatore o dare consigli non richiesti.
    Signori, come ho scritto nell’articolo dedicato alla Under 8, questo è si rugby ma è sopratutto minirugby, il cui scopo è formare il carattere dei piccoli giocatori per le sfide ben più importanti che li aspettano nello sport e sopratutto nella vita di tutti i giorni.
    Io conosco personalmente sia Mario sia Willy da moltissimi anni, e da che li vedo lavorare con i vostri ragazzi posso dire una cosa sola: che i vostri ragazzi li adorano, nel vero senso della parola, in quanto, anche se può scappare la sfuriata, non vuol dire che uno ce l’abbia a morte con un bambino(ci mancherebbe). E’ una cosa di quel momento, punto e basta(siamo tutti uomini e genitori e nessuno è perfetto).
    Da parte mia dico solo una cosa: Vi ammiro e vi invidio per le capacità che dimostrate con i vosri piccoli atleti.
    Forza ragazzi, forza U 10, sono sicuro che la prossima volta andrà meglio.
    P.S.: Credo che l’articolo di Marco sia rivolto non alla situazione delle 10 ma alla 8…..! Sbaglio ?
    Angelo

  9. Angelo sono abituato a dire le cose in faccia e risulta strano che ancora non ti sia accorto.
    Marco

  10. Se ho sbagliato come non detto, ma siccome conosco il tuo pensiero in merito….!
    Ciao
    Pace e bene.
    Angelo

  11. Angelo non se,hai sbagliato solo pensare che una persona come me potesse unire le 2 cose,ti ringrazio perche’ se conosci il mio pensiero significa che mi ascolti ,comunque come ho detto più volte sono miei pensieri ,visto che ho 2 bambini in campo ma loro in campo faranno quello che dice il loro allenatore, Credo nel lavoro di Willy E Mario e reputo gli attacchi veramente inutili per come intendo io lo Sport qualunque esso sia, ciao Marco

  12. Solo chiacchere e distintivo!Passiamo ai fatti;a tutti gli appasionati grigioamaranto ricordiamo

    Torneo di Stanghella 13-15 Giugno “Rugby sotto le stelle”
    Torneo di Beach Rugby 22-23 Giugno Baia Flaminia Pesaro
    Ferragosto del Minirugby 13-18 Agosto Gladiators Arena Forlimpopoli

    Roast the road runners;Be Brave & sign in now!

    …e come diceva sempre Villepreux “Tutti sulla chiusa e vai sempre di strusèla”
    Il pollo amatori

  13. ciao a tutti, un po’ in ritardo, ma siamo riusciti a leggere tutti i commenti … erano davvero molto lunghi … l’idea che ci stiamo facendo, un po’ ci inquieta: saremo mica tornati in una società di calcio, dove i genitori hanno un solo pensiero: quello di vedere il PROPRIO figlio in serie A, di credersi tecnici e di poter continuamente interferire nelle scelte tecniche degli allenatori? I commenti di Willy e di Angelo li condividiamo al 100%: il rubgy non è per forza dover vincere ma è sicuramente rispettarsi, aiutarsi, condividere vittorie e sconfitte, dando comunque sempre il MASSIMO (ognuno in base alle proprie capcità).
    Anche noi genitori, impariamo a rispettare i ruoli, a fidarci degli educatori, che ce la mettano tutta per trasmettere ai nostri figli dei valori …. le polemiche non sono mai costruttive!!! Quindi incitiamo i ns. figli a fare sempre del loro meglio, facendogli capire l’importanza del compagno di squadra, soprattutto del più debole (anche lui ha un ruolo nella squadra ed è doveroso farlo sentire parte integrante della stessa!!).
    Quindi, cari genitori, allenatori e bambini, continuiamo a divertirci e non facciamo diventare questo sport quello che non è. IL RUGBY E’ UNO STILE DI VITA!!!
    Detto ciò, a Calvisano TUTTI AMICI e organizziamo un altro terzo come quello di Parma … dove,nonostante tutto è stato bellissimo!!!
    FORZA CE – FORZA TUTTE LE UNDER (E LA OLD …).

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