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MICHELE PETRETTA, la locomotiva del sud

Ecco la PE3TTA in spinta

All’inizio degli anni 80, in seguito al potenziamento della linea ferroviaria Milano-Napoli le ferrovia dello stato presero la decisione di costruire un nuovo modello di locomotiva ad alta pressione. L’ingegner Petretta, luminare ferroviario del tempo, ebbe l’incarico di costruirla nei Cantieri di Pompei. La Locomotiva venne creata fondendo il metallo del mostro a due gambe con la lava del Vesuvio. Lavata con il fuoco e temprata dal bagno nel Golfo e dall’adolescenza nella città di Pompei la PE3, venne successivamente migliorata con iniettori a vapore di scarico e sifoni termici.
Al termine dei lavori la locomotiva, alimentata per la prima volta a Pizza e Birra venne trasferita a Salerno per le prove tecniche di messa in servizio. Subito i tecnici si resero conto della eccessiva potenza del mezzo capace da solo di scardinare intere difese avversarie, di sollevare qualsiasi saltatore e di spingere fino alla demolizione gli altri modelli in mischia.
La Locomotiva PE3 venne utilizzata in campo a Salerno dove effettuato il collaudo entrò in servizio collezionando oltre 25.000 chilometri percorsi in perfetto orario. Oltre all’efficacia in zona di carico i punti di forza della PE3 era la precisione totale attraverso la quale le ferrovie salernitane riuscirono quasi a conquistare la promozione. Grazie all’innovativo sistema di alimentazione però la potenza della PE3 era eccessiva e il modello venne accantonato per fare spazio a modelli più piccoli e scattanti. La PE3 rimase ferma ad arrugginire per due anni ma la sua storia doveva ancora incominciare.

Rivenduta ad un mercato di vecchie lamiere di Cernusco dal tecnico ferroviario Luca Assandro la PE3 venne rimessa a nuovo nei cantieri Martesana di Cernusco con un paio di aggiunte tecniche.
Il tentativo di cambio di accento e di diminuzione della precisione operati da Gaetano Lagellotti furono un fallimento ma i cantieri di Cernusco riuscirono nell’intento di aprire di nuovo il cuore della PE3 inserendovi all’interno un nuovo tragitto da seguire, ordini di azione precisi e soprattutto una nuova livrea grigia e amaranto. Ancora super potenziata per le tratte di Cernusco alla PE3 venne aggiunta una valvola di sicurezza TTA-PE capace attraverso una vibrazione di scaricare parte della energia sviluppata dal motore a pizza e birra prima della partenza del convoglio.

La Locomotiva a "nudo"

Il sistema frenante era quello ad  aria compressa, sistema Westinghouse migliorato con un paio di Campari. Per il solo mezzo di trazione, era presente anche il freno moderabile diretto ed il freno a mano di stazionamento azionato da Vagliani e da Gazzoni in caso di eccessivo traino.  Il telaio in lamiera di vesuviana chiodata poggiava, mediante sospensioni a balestra e bilancieri, su un rodiggio composto da una scarpa con otto tacchetti.
La nuova versione della locomotiva venne denominata PE3-TTA e nel primo viaggio inaugurale al Castello portò a fare un giro turistico per il campo tutta la mischia avversaria lanciando Barisione nello nello spazio.

La PE3-TTA, ancora oggi in servizio, è denominata anche Locomotiva del sud e ogni domenica percorre la sua tratta Cernusco – Meta con il carico utile di tutta la mischia arrivando sempre in perfetto orario su ogni punto di incontro, garantendo la massima resa in touche e lasciando sfogare i suoi potenti stantuffi in mischia chiusa. Per la sua eccessiva potenza di impatto la sua autonomia è stata ridotta ad 80 minuti ma sono quelli che ogni domenica mandano in visibilio il gruppo Cynar e tutti gli appassionati ferromodellistici che vedono all’opera un esempio di prodigio umano-ingegneristico senza eguali.

LOCOMOTIVA A PIZZA E BIRRAPE3 TTACantieri di Pompei

Caratteristiche tecniche

Anno di costruzione 1980
Anni di esercizio ancora in servizio
Quantità prodotta 1
Costruttore POMPEI FORZA VESUVIO
Dimensioni 179 cm 92 Kg
Interperno Rugby Stud Kipsta
Rodiggio 2 – 2 (braccia e gambe)
Massa in traino 4 uomini
Massa in penetrazione 5 metri buco
Massa sollevamento +150 Kg
Tipo di motore Reattore Petrettiano
Alimentazione Pizza e Birra
Velocità massima omologata 40 Km/h
Forza di spinta 400 kg/uomo
Diametro motrici  43
Portanti anteriori 2
Portanti posteriori 2
Distribuzione a stantuffo
sistema Walschaerts
Tipo di trasmissione Muscoli genetici
Numero di cilindri 1
Diametro dei cilindri Pinta 0.5
Serbatoio Pizze  2 + pasta cecco
Serbatoi birre 7 pinte
Superficie riscaldamento 237 m²
Superficie surriscaldamento 67 m²
Pressione massima 16 Antos (domenica ore 14.28)
Potenza continuativa 80 minuti
Sforzo trazione massimo Pico 400kg/s
Sforzo all’avviamento Tremoland hands 1-1

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8 thoughts on “MICHELE PETRETTA, la locomotiva del sud

  1. Sono stato io che dal parcheggio del campo,ho portato il “mitico” Michele nei mitici spogliatoi del CE!!!
    E dall’accento ho subito capito che non era di Bolzano!!!!

  2. dal giorno del suo arrivo i green keeper hanno dovuto ammodernare continuamente l’armamento del castello che non era in grado di sopportare la sua trazione. è in progettazione una linea AV “meta-meta” sul lato ovest

  3. la scheda tecnica forse mi fa stare più male dell’articolo. mistica locomotiva.

  4. Sono il papà di Michele.Complimenti per l’articolo.Mi sono emozionato leggendolo.Non solo perchè riguardava mio figlio ma soprattutto per il modo in cui è stato scritto.Sembrava veramente di stare su quella locomotiva del sud.E pensare che a me il rugby fa paura.Sono sempre in ansia quando so che mio figlio sta giocando.Comunque un saluto a tutti e forza CERNUSCO.

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