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Marco Travaini: the IronMan

Marco sul suo campo preferito. Imbattibile fino alle 00.00 poi è come un Gremlin

Dal vangelo secondo Marco, 1300 avanti cristo..non c’è? Avanti un altro.

In quei giorni Marco aveva deciso di giocare al rugby. Forte e robusto e di dimensioni simili ad un barattolo il giovane Marcone si distinse subito in campo per la sua grinta e passione nel nobile gioco della palla ovale. Corretto e atletico il piccolo Marco era sempre nel punto giusto al momento giusto e, attento esecutore delle indicazioni di Coach Pilato, Marco si ritaglia in breve tempo un posto fisso in campo. Proprio ad inizio stagione Marco tutto ad un tratto non appare più motivatissimo. Giunto al momento della consegna delle maglie per la stagione nei Tiberiade Acquaplaners  il piccolo Travaini decide però che per lui il rugby non è abbastanza.

A Marco piaceva restare in compagnia degli amici a parlare e aveva scoperto in quel tempo il poco noto open bar. Abile, quasi miracoloso nel moltiplicare più il vino che i pesci Marco passa le ultime sere di ritiro al bar e non venne confermato dal DT Maria Maddalena che stava allestendo la squadra per puntare alla massima categoria con il promettente Barabba mediano di mischia.

Marco riesce cosi a scoprire le domeniche pomeriggio in famiglia, il calore di buona domenica e il valore della morale cattolico-familiare. Poi arrivano i tempi del liceo e per Marco non è facile affrontare un cambio così epocale come quello che il suo tempo stava affrontando. Da una parte i suoi ricordi nella contea di Betlemme e dall’altra pensieri e parole che parlavano di socialismo in una scuola ove, chi indossa un semplice palestinese viene eletto a simbolo dalle folle. Marco è conscio di amare la sua morale, ma anche di condividere il pensiero di vivere in comuni ascoltando Ska e non lavandosi riesce a fare breccia nella sua mente leggera come una bandiera.

Trovatosi a dover scegliere Marco decide di sposare entrambe le culture e di volgersi ad ognuna di esse qualora e quando ne avesse avuto bisogno. Il simbolo della sua mutazione diviene uno straccio, indossato al collo, in segno di sfida. In tanti fanno la sua scelta e come lui, scacciati da Betlemme devono affrontare lunghi viaggi in bicicletta ma Marco con il suo coraggio si erge a loro guida prima di scomparire dentro una rotonda a Cologno Monzese.  Marco il viaggiatore trova un riparo a porta Venezia seguendo la Stella Artois e si guadagna da vivere come alchimista presso il club per amici del cattolici e dei comunisti denominato Turnè. Al sicuro tra le mura del Turnè Marcone inventa la pratica del Flagghismo di cui diventa ideologo e fondatore ma è proprio quando pensa di avercela fatta che i suoi fantasmi tornano a perseguitarlo. Non era stato facile fuggire da Beltemme ma ancora più difficile era farlo dal rugby.

Marcone e il suo impegno come bandiera

La voglia di misurarsi con i nuovi compagni e la sua potenza fremono nel corpo di Marco, rinforzato da drinks e bevande create da se stesso, che sfida ancora una volta la sua morale e decide di tornare in campo con un nuovo colpo di scena. Travaini abbandona le sue convinzioni e si iscrive al partito Nuzzista, regia oscura e politica nel Rugby Cernusco di quegli anni, e torna in maglia grigio amaranto. Il suo è un ritorno in grande stile, il suo corpo plasmato ad anni di allenamento diviene una macchina da combattimento perfetta. La sua popolarità cresce a dismisura come la sua resa in campo tanto che i giornalisti gli cuciono addosso il soprannome di IronMan. La sua notorietà lo porta però a farsi tanti nemici. In campo e quello non è un problema, ma fuori la strategie del terrore dei Nuzzisti lo prende di mira. Messo a nuovo per la stagione 2010/2011 Marco si presenta in campo in perfetta forma ma alla prima discesa in mischia l’armatura fa crack e il povero Travaini è costretto restare fuori dal campo di battaglia. Mille leggende nascono sul conto di IronMan ma le teorie più accreditate parlano di un vile gesto Nuzzista e di un sabotaggio alla macchina della mischia pochi istanti prima dell’arrivo del barattolo nazionale.

Il Fan Club di Marco Travaini. Il gruppo di "Flaggie la Suocera" con il logo

Marco è costretto a tornare a casa, le sue domeniche ne pervadono di nuovo la soglia cosi come lo straccio al collo ma stavolta la voglia di rivalsa non ha eguali cosi come il suo coraggio. IronMan è acceso e appena l’armatura si sistema e la sua carica raggiunge il 100% è il suo cuore grigio amaranto a guidarlo nella difficile ma costante rinascita. Ora Marcone è tornato e quando lo straccio è negli spogliatoi non ci sono banderuole che tengano, se non quelle del Castello.

LC

5 thoughts on “Marco Travaini: the IronMan

  1. Forse una volta ci ho anche giocato assieme.
    Tirava delle touche che sembravan dritte.
    ed era fortissimo nel grincipite

    gringooooo ggo go goooo

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