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Do re mi f’ASOLA

Rescigno, lo Stradivari del Cernusco

In Sala c’è mormorio, il pubblico è in attesa. Poi un impercettibile calo delle luci fa salire la tensione e piano piano le voci si assottigliano. Assandro entra gli applausi e si sistema sul suo palco in terza linea. Da li con la sua bacchetta (grande)può controllarla tutta, l’orchestra sinfonica Gazzoniana del Cernusco nella sua turneè primaverile lombarda. Si suona ad Asola sulle rive del Chiese sulle note del “Senza Pressione” di Niccolò Lasorsa.

Il ritmo è dolce, una sveglia primaverile che ci riconcilia con il mondo. Eccoli che suonano,  violini primi, gli Stradivari del Cernusco sotto la guida del pezzo di abete  Rescigno cominciano la loro melodia fatta di X, autoscontri, chiamate al limite,tanta corsa e soprattutto tanti placcaggi. Poi ci sono i violini secondi, come i Sironi ricavati dal marmo di posa, vicini ai primi per sostenerne l’armonia e la linea di suono, abili nello scatto e ancora di più nel tenere tese le corde.

In mezzo le viole, alte e lunghe come Testa oppure le ocarine sovietiche tanto care a Vitaly abile a suonarle a tutti i suoi vicini, talmente veloce che da sembrare quasi un illusione.

Un momento di pausa, la musica conquista il pubblico che pian piano entra nel campo. Ecco i violoncelli, alcuni a benzina come il booster di Decaro altri meno rumorosi ma più allegri come Bider, Campa o il suonatore più forte del mondo Cerutti. Fanno una lieta confusione attorno ad Assandro che con amore li bacchetta e li sprona alla nota successiva. L’atmosfera si fa cupa, il ritmo adesso è tenuto dai fiati. Oboi con in testa il ritmo e le dimensioni di quello di Konè, poi i flauti di Amore e della Sentenza Falcone chiamati da dettare il ritmo a tutti gli strumenti con la loro vena di follia ma anche con la loro eleganza di corte.

Il ritmo incalza, le percussioni cominciano a scaldare l’atmosfera: il Barattolo Travaini e i capelli ribrezzanti di Caserini allo xilofono con le lore stilettate salgono in cattedra ma è tutta l’armonia che cresce come una grande salitadifensiva. Prima i rullanti della RAF poi le grancasse di prima linea con Mucci e Petretta  Feggi e Filippis in un crescendo rossiniano con le trombe che arrivano per il gran finale. Ecco il trombone في صباح اليوم in gran forma assieme al direttore Assandro e ai riccioli magici di chiesa con il suo clarinetto piemontese. Poi scattante e nascosto tra le percussioni e fiati ecco il triangolo, Vagliani. Piccolo ma insostituibile per guidare la sua orchestra al concerto più importante della tournè, quella di Asola.

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