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Niccolò Lasorsa, l’avvocato del diavolo

L'avvocato del Diavolo

Ci sono storie che possono essere raccontate solo in particolari momenti. Raccontarla troppo presto o troppo tardi non avrebbe senso. E’ il momento che conta, nella vita e in campo e lui l’ha capito.

La storia di oggi racconta di un giovane avvocato milanese di successo. Bello e ricco come un divo Niccolò era il milanese perfetto. Di buona famiglia e con una semifinale di Wimbledon giovanile alle spalle lo scapolo d’oro della metropoli lombarda a soli 23 anni è già un avvocato di successo e difensore centrale di livello regionale.  Per Niccolò ogni giornata è una avventura da vivere tra le aule del tribunale e i salotti della Milano bene nei quali il giovane Nicolino ama intrattenere la classe dirigente del paese grazie alle sue doti di oratore e fumatore. Tra un colpo, di rovescio, un giro in barca e un udienza è proprio in una giornata nella fredda Inghilterra del Nord che Niccolò incontra il diavolo.

A quel tempo gli studi dell’Europa intera facevano a gara per ingaggiare il giovane avvocato rampante. Il suo soprannome è  “la Jena” per il suo ghigno leggendario ad ogni causa vinta. la Jena è una avvocato corretto, non sopporta le ingiustizie gli piace difendere gli innocenti, ama leggere delle loro vite e prova farsi carico dei più deboli. Per molti è quasi un eroe, un beniamino di giudici degli arbitri ma soprattutto un avvocato eccezionale. L’avvocato del giusto.  Un giorno come tanti però arrivano due telefonate allo studio Lasorsa. Nella prima da Old Buckenham, nell’East Anglia uno strano personaggio chiede alla Jena di essere aiutato senza consenso mentre nello stesso momento Paul Cayard lo richiede nel pozzetto del Moro di Venezia nella America’s Cup come tattico.
Nessuno sa perché Niccolò sceglie l’Inghilterra, ma Cayard perde la Coppa America e il mondo quel giorno cambia per sempre.
Il suo studio legale lo diffida da seguire il caso in questione, le circostanze infatti sono strane: si parla di rugby, e per la prima volta un giocatore italiano è stato accusato in campo di eccessiva violenza. Le prove sono schiaccianti e per il giocatore in questione la carriera è a rischio e anche la sua squadra implicata nella vicenda. Niccolò è un avvocato eticamente puro, uno sportivo coi fiocchi devoto alla correttezza in campo e fuori. La Jena non ha mai sbagliato perche ha sempre difeso innocenti, ma questa volta lo sa anche lui che il suo assistito è colpevole eppure è deciso a difendere l’imputato. L’opinione pubblica è schierata contro il violento italiano e difenderlo potrebbe rovinare per sempre la sua brillante carriera. Qualcosa in quella storia lo strega per sempre. Sarà la magia del campo, l’odore dell’erba della domenica mattina o il profumo dell’amicizia che si respira nello spogliatoio dove Matteo Brambilla gli racconta la sua storia ma da quel giorno la Jena si trasforma. Il suo assistito in più non gli offre denaro ma gli regala solo una maglia, grigia e amaranto e, con un ghigno negli occhi gli chiede una cosa inaudita: perdere la causa. “Difendi la maglia” gli dice “quella è importante. Noi possiamo aspettare”.
Nessuno sa cosa avviene in quella cella ma tra lo stupore generale Lasorsa accetta di difendere Brambilla scatenando le ire di tutta l’Europa e perde la causa lasciando il giocatore imprigionato nella torre di Norwich. Al suo ritorno in Italia Lasorsa viene abbandonato dal suo studio, deriso dalla sua lobby e costretto a lasciare la città e il tennis professionistico. In molti pensano che il bel Niccolò nella perfida albione abbia venduto la sua anima al male, rinunciando prima alla sua carriera e poi alla difesa del suo assistito. La sua impronta e i suoi piedi cambiano forma e come per magia scompare dal mondo. Per anni Nessuno ne sente più parlare lasciando un vuoto incolmabile in piazzetta e anche al centro della difesa della “Cavalcanti”.

Tra i milanesi però esiste una leggenda,  quella dell’avvocato del diavolo.
E’ una storia che si tramanda di generazione in generazione e che si perde nel tempo.
Racconta di un giocatore di rugby dai piedi caprini che aiuta i coraggiosi in difficoltà purché di animo puro.
Quando sei a terra a dispetto di quello che dice la gente puoi provare a cercarlo:
Prova ad andare in via Calvi e cerca un bar dalla insegne cupe.
Sarà buio e non ci sarà nessuno , poi ordina tre Negroni, di seguito, senza smettere di bere e Ca(lab)ronte al banco ti sottoporrà alle tre prove della Jena.
Nessuno sa come si possano superare ma la leggenda dice siano queste:

Solo l’uomo con gli occhi chiusi potrà passare

Solo chi partirà di ginocchio incontrerà la legge

Solo chi ruba al PAM avrà il diritto di chiamarlo

Se sarai capace di completare le tre prove lui, l’avvocato del diavolo arriverà e contro tutto e tutti sarà capace di aiutarti.

Duro ma giusto lui ha capito che una maglia, quando la si indossa con il cuore,  è più importante di qualsiasi cosa. Per difenderla quella maglia bisogna essere disposti a tutto e per sempre e qualche volta quella maglia viene anche prima di noi stessi. Se anche tu lo hai capito guarda i tuoi piedi, non spaventarti e vedrai che quando ci sarà bisogno di fare qualcosa per la tua maglia starai ancora giocando insieme all’avvocato del diavolo.

LC

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9 thoughts on “Niccolò Lasorsa, l’avvocato del diavolo

  1. “Solo chi ruba al PAM avrà il diritto di chiamarlo”. Tutti al PAM, tutti al PAM, ce ne andiamo, ce ne andiamo, ce ne andiamo tutti al PAM.
    Meraviglioso

  2. ok i 3 negroni, ok la genoflessione, ok svaligiare un PAM….ma datemi il difensore d’ufficio

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