Coppa Rimetti

L'uomo che fuma

La Coppa Rimetti: presentata da Luca Assandro

 

Venerdì 13 gennaio 2012 sarà una data ricordata per un evento storico di portata Nazionale: la partita valida per la “Coppa Rimetti” ( o “throw up cup” nella sua eccezione anglosassone, come dichiara Paolo Faina, esperto Mondiale di Trofei e rarità ).

L’incontro si terrà all’interno dell’allenamento regolare, durerà 40 minuti circa e le squadre verranno formate sul campo dai due mastri allenatori come nella migliore tradizione del rugby che fu. IMPORTANTISSIMO PORTARE LA PROPRIA PETTORINA.

Avvisate parenti-amici-fidanzate-mogli per assistere a questo importantissimo evento e per godere dei piaceri della nuova magnifica Club House ristrutturata che non potrebbe essere inaugurata in maniera migliore dalla Prima Squadra.

 

 

 

Storia della Coppa Rimetti

Alcuni cenni storici sulla “Coppa Rimetti” per far capire quanto sia molto di più di una semplice partitella di fine allenamento.

Molti di voi sapranno che nel rugby moderno esistono ancora dei trofei giocati annualmente tra Nazioni, alcuni esempi sono la “Calcutta Cup” tra Scozia e Inghilterra ( dal 1878 ) o la “Bledisloe Cup” tra Australia e Nuova Zelanda ( dal 1931 ); ecco queste due coppe non sono altro che una volgare imitazione della “Coppa Rimetti”.

Tutto è legato all’unità d’Italia e in particolare dal famoso incontro tra Vittorio Emanuele II re di Sardegna ( ma non lo andava a dire in giro perché si vergognava in quanto il Cagliari calcio in quel periodo era in serie C ) e Giuseppe Garibaldi ( poi fondatore dell’omonima stazione ferroviaria di Milano ) del 1860; tutti noi sappiamo che il Re impedì a Garibaldi di entrare a Roma per impedire l’intervento di Napoleone III in difesa del Papa Cecco I ( avo di un odierno chef a 6 stelle Michelin ). Inizialmente il valoroso Eroe dei due mondi ( così chiamato perché dopo aver partecipato alla “Coppa Rimetti” andò nelle Americhe vincendo il Super Bowl ) si rifiutò fermamente di interrompere la serie di conquiste ma venne poi convinto da Vittorio Emanuele ( giunto al luogo dell’incontro su un moderno mezzo di trasporto rivoluzionario per l’epoca e appena inventato, la Fiat Perli prodotta nella sua Torino ) che gli lanciò una sfida: giocarsi l’esito della campagna militare in un incontro a uno sport inventato anni prima in Inghilterra, il rugby.

Decisero quindi di formare 3 squadre: Francia capitanata da Napoleone, Sardinia da Vittorio Emanuele e Cernuzzo da Garibaldi ( così chiamato perché Giuseppe aveva una passione per i baffi ).

Il torneo cosiddetto “Tri Nations” – molti si opposero a questo nome, dicendo che non aveva senso e non avrebbe mai potuto aver presa sulle folle appassionate di sport – in realtà non si giocò perché prima di venire in Italia Napoleone e i suoi compagni decisero di andare a farsi un week end in Belgio in una ridente cittadina, Waterloo, dove però trovarono degli attacca brighe inglesi – tra gli altri tali Johnson, Dallaglio, Moody e altri baronetti in visita ai Reali belgi – che li riempirono di mazzate e li rimandarono a Parigi a mangiare rane a calci in culo.

Travaini giocherà nel Cernuzzo?

La partita si giocò quindi tra il Sardinia e il Cernuzzo e vinsero questi ultimi dopo un incontro di bassissimo tasso tecnico ma molto rude; ci furono molte polemiche in quanto nella concitazione l’organizzatore della partita, il nobile Camillo Damiani Conte di Cernusco, si dimenticò di chiamare un giudice che facesse rispettare le già poche regole e infine decise di far giocare l’incontro al tocco ma placcando senza tirare in terra l’avversario non potendo intervenire sulla palla ma potendo rubarla con controruck.

Durante la festa per celebrare la vittoria, Garibaldi propose un brindisi per ringraziare la Regina per quello che aveva fatto per la sua squadra e qui iniziò il finimondo: i garibaldini ( o cernuzzesi ) sostenevano si riferisse a un losco figuro che giocava con loro che era riuscito più di altri a raggirare le poche regole imposte da Conte di Cernusco, Vittorio Emanuele se la prese male perché pensava fosse una battuta su sua moglie Margherita, famosa troia con la passione per i pizzaioli.

Nel parapiglia, Garibaldi fu catturato da Vittorio Emanuele e confinato a Caprera e condannato a farsi le pecore per il resto della sua vita, mentre Camillo Damiani scappò con la Coppa Rimetti rifugiandosi nelle sue terre e donandola prima della morte a un giovane promettente del luogo, tale Fornaroli, che in quegli anni ( anni 60 del 1800 ) era famoso in quelle zone per essere l’unico a conoscere le regole del rugby e per stare lavorando a un intruglio che gli portò anche della accuse di stregoneria…. A quell’intruglio diede poi il nome di Vecchia Romagna.

La coppa sparì per decenni ma poi riapparse nella Club House del Cernusco Rugby che oltre ad avere una curiosa somiglianza di nome con la compagine garibaldina vantava tra le sue file un gran numero di baldi giovani degni di riproporre in chiave moderna quegli storici fatti proprio nel periodo delle celebrazioni dei 150 dell’unità nazionale.

 

PS: le coppe citate a inizio racconto esistono solo perché i Conti Franco Bledisloe e Jack Calcutta (lontano parente di Jack di cuori ) vennero in vacanza a Cernusco e si sorbirono la storia della “Coppa Rimetti” dal Fornaroli e quindi storditi da sigarette senza filtro e Vecchia tornarono nelle rispettive nazioni per creare anche loro degli incontri sportivi degni da ricordare… ma in fondo non ci riuscirono bene come a Cernusco.


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4 thoughts on “Coppa Rimetti

  1. La coppa RIMETTI merita una più alta collocazione, il venerdì sera mi sembra più adatto a scapoli contro ammogliati………

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