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DENIS SALA, il dio della Maul e della Ruck

 

Il Perlisio. Il dio della Maul e della Ruck

Perlisio nella mitologia greca è il dio della Maul e della Ruck. Il Dio Perlisio (vero nome Il Denis) viene citato in tutti i più importanti poemi greci ma la sua vera storia è narrata nella Perliade e nella Odenissea. Le due opere letterarie sono state composte in epoca diversa da Omero (al quale è stato intitolato il  cratere Homer, sulla superficie  Mercurio e un asteroide) e sono considerate i due massimi poemi epici della letterature greca antica.

La Perliade narra delle sanguinose guerre di Farfisia e delle gesta del principe Siden.
Alto come un watusso, bello come un divo ma soprattutto con un cuore d’oro il principe era amato dai suoi cortigiani. Il principe aiutava i bisognosi e non si faceva mai pregare quando c’era da fare qualcosa per il bene della comunità. Siden amava stare all’aria aperta a conversare con i suoi amici, prendere le decisioni più giuste per il suo regno e per questo era soprannominato il “saggio”. Al principe non piacevano gli eccessi, si faceva vedere poco alla Club House del paese e spesso amava trascorrere le sere dalla sua amata piuttosto che fare le ore piccole con gli amici.
Farfisia era un regno pacifico, non esisteva il servizio militare ma si giocava al rugby e tutti avevano un maxischermo gigante a casa per gustarsi Sky Sport HD e altri abbonamenti. Le cucine di Farfisia erano immense, il principe amava mangiare tanto anche se era poco incline alla qualità dei cibi, privilegiando piuttosto proprio la quantità
Su Farfisia però pendeva come una spada di Damocle l’ira del male. A pochi chilometri da Farfisa sorgeva infatti Cattivisia, un regno oscuro e vietato al mondo dei buoni. Cattivisia era un regime terroristico guidato dal perfido Desio, fratello gemello di Siden, esiliato dopo la nascita dalla madre per sua malvagità su consiglio di Zeus che vedeva nel gemello un rischio per il benessere di Farfisia.

Suzuki, il cavallo divino

Grande guerriero e abile stratega Desio, detto la “tenaglia degli dei” o il “terrore degli specchi”, era privo di qualsiasi pietà per i rivali. In battaglia era sempre nella zona più cruenta e spesso gli storici ne narravano la disumana ferocia con la quale si accaniva contro gli avversari. Con il suo destriero Suzuki era capace di imprese folli come tentare di impennare in un parcheggio o viaggiare più veloce della luce a fari spenti per vedere i cavalli che arrivano in senso opposto. Fuori dal campo di battaglia Desio non aveva fissa dimora, poco si conosceva sulla sua vita personale ma di sicuro non si risparmiava certo nelle serate di perversione ed era temuto da tutti i novizi che avevano la sfortuna di imbattersi nel condottiero al termine di qualche battaglia.

Farfisia e Cattivisia, divise dal fiume Martesana erano in guerra da anni, tuttavia per non spargere sangue innocente la guerra si limitava ad una partita di rugby annuale tra i bianchi Farfisiani e i cuorineri Cattivisi.  Durante una memorabile partita, giocata sul monte Olimpo agli ordini del signor Efesto da Vulcano,  Siden e Desio si scontrarono in Maul pesantemente e morirono, lasciando i due regni in balia di una terribile guerra civile. Gli dei, nella fattispecie, Zeus e Minerva (la dea del Raudo)  decisero però che le virtù dei gemelli non potessero andare perse e fecero cosi rinascere il semidio Denis, fondendo nel monte sacro dei Millepini i liquidi dei due gemelli. Mezzo Siden e mezzo Desio “Il Denis” portò la riunificazione dei due regni e prese il nome di Perlisio continuando a governare il regno con saggezza e lungimiranza ma con qualche intemperanza di troppo la sera o in battaglia.

Nella Odenissea Omero invece racconta del terribile viaggio cui il semidio è sottoposto dopo la guerra di Trodano. Vincitore sul campo di battaglia Il Denis gravemente ferito non riesce a tornare a casa a causa di un errore nel Navigatore satellitare difettoso regalatogli dal fratello cattivo Loris, e si trova cosi a vagare nella antica regione della Sanità.
Il Denis è costretto a vagare per le desolate lande di Aulin dove per sopravvivere deve affrontare Oki, il nemico di tutti i rugbisti. Rimane esiliato per anni sotto l’incantesimo della perfida maga Tensoplast e approda sfinito sulle coste dell’isola della Stampella ove conosce la sirena Fucci, la regina del divano che più volte lo tenta. Il Denis pur di non restare sul divano si fa legare alla H del campo da rugby, e ogni volta che viene ferito diventa sempre più forte e temuto dai suoi rivali nel suo lungo viaggio che pare senza fine tanto che la leggenda vuole che in Grecia, per rialzarsi dopo una brutta caduta, venga detto ai bambini “Dai che Perlisio ti guarda…”

Commossi dalla volontà di ferro del loro figliastro gli dei cambieranno il fato in onore del dio della Maul e della Ruck…
ma questa è un’altra storia…

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