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ALBERTO RESCIGNO, the Gigantish

The Gigantish, l'eletto

“Nonno nonno, mi racconti una storia?”
“Ok d’accordo vado a prendere il libro delle storie”
“No, non una di quelle, una storia vera. Dimmi di quando eri giovane”
“Una storia vera? Ok ma devo portarti indietro nel tempo con me, tanto tempo fa, in un mondo incantato…”
“Era il mio trentesimo compleanno e stavo camminando nella foresta incantata… Era una notte senza luna, intorno a me c’erano solo silenzio e oscurità. Poi ad un tratto arrivò un vento fortissimo e si formò un buco nel cielo. Tuoni e fulmini squarciarono la terra, il fuoco si scatenò e con una esplosione devastante arrivò dal cielo un guerriero con un giubbotto di pelle e un capello di Paul Frank
“Chi era nonno?”
“Era TaZahr il dio degli tamarri. Arrivato sulla terra con un compito preciso, trovare il prescelto. Una creatura a sua immagine e somiglianza destinata dalle sacre scritture a salvare il mondo dei tamarri, destinato all’estinzione dalla continue lotta fratricide e dalla eterna guerra contro gli odiati Zarri.  TaZahr vagò di regione in regione alla ricerca dal discendente terrestre della dinastia. Fu visto in Egitto dove viveva Ramsete Fucci III, il re di tutti i faraoni, abile veneziano a calcio, collezionista di maschere  e collane d’oro e istruttore di camminata tabbozza. Andò fino a Sparta per conoscere Leonida, dio degli addominali scolpiti, della ciabatta reale e della provocazione spavalda.  Viaggiò attraverso i nove regni dove incontrò Thor e suo padre Odino che lo aveva raccomandato dopo una rissa con i giganti di ghiaccio. Giunse persino in palestina dove si narrava di un capoclan capellone che correva talmente veloce da camminare sull’acqua e che era anche grande personaggio notturno capace di offrire cibo (sushi) e bevande gratis per festeggiare e capace di farti rinsavire dopo notti di eccessi”
“Nonno, che cosa è un tamarro?”
“TaZahr aveva un compito molto difficile, il tamarro è una figura mitologica a metà tra un guerriero medievale e l’abitante dell’hinterland milanese. Il vero tamarro può restare davanti allo specchio per ore e continuare ad ammirarsi anche durante una battaglia. E’ capace di ricordare le sue espressioni in tutte le foto che lo ritraggono e di cambiare look in pochi istanti a seconda della battaglia che si sta combattendo senza mai passare il pallone”.
“E ne esistono ancora?”
“TaZahr credeva nelle scritture, ma sapeva anche che con i tempi che passano, essere tamarro non è cosi facile e quindi sapefva che l’eletto si sarebbe nascosto e che non sarebbe stato facile trovarlo”
“E poi cosa successe?”
“TaZahr era un dio ed ebbe una idea geniale: decise di fare un film. Un film talmente tamarro che avrebbe risvegliato in tutti i tamarri del mondo lo spirito guerriero insito in loro. Non contento Zahr decise di mettere nel film anche una scena hardcore gay. Una trappola per individuare l’eletto, invevitabilmente attratto dall’egocentrismo dei provetti piloti. TaZahr contattò Tony Scott e gli commissionò Top Gun e la mitica scena della partita di beach volley.
I risultati arrivarono presto sull’iphone 7 gs di TaZahr: in tutto il mondo, un giovane della Milano bene, economista e provetto e giocatore di rugby risultò avere visto la scena della partita più di 15.000 volte.”
“Era lui il tamarro nonno?”
“Calma piccolo, calma. Zahr soddisfatto dal risultato comparve a Milano e seguì il ragazzo per un weekend. Il dio fu colpito dalla camminata a spalla arretrata, dallo spiccato slang milanese pioltellato e dalla abilità nella selezione di vestiario non comune. Seduto ad un tavolino gustando un Cynar nell’happy hour milanese si accorse che la predilezione per i locali e gli atteggiamenti provocatori era quella  giusta”
“Era lui nonno? Dai dimmelo…”
“Calma…Zahr era fiducioso ma mancava ancora una prova all’appello. Quella della battaglia. Zahr si finse giocatore bresciano e scese in campo contro il Cernusco, squadra nella quale giocava il giovane. Purosangue di razza il giovane milanese dopo essersi caricato con Eye of the Tiger, la canzone preferita di TaZahr, dominò lo scontro fisico. Il brillante milanese giocò senza acume tattico ma con enorme potenza, con caparbietà ma con ironia, senza ira ma con la rabbia del campione. Agì d’istinto, come ai comandi della sua Panda o sul cubo del Gasoline, e per gli avversari non ci fu pietà, in campo come in discoteca.
Zahr sorrise, finalmente lo aveva trovato, era lui il tamarro prescelto. L’uomo che avrebbe portato l’unione tra le sette dinastie e unificato l’impero nella battaglia finale contro gli Zarri. Era lui il Gigantish!”
“Ecco tutto, ti è piaciuta la storia?”
“Oh si, è stata bellissima!…”
“Nonno…Quale era il nome del prescelto?”
“Il suo nome era Alberto. Alberto, Gigantish Rescigno”

Bonus track foto per fans:

12 thoughts on “ALBERTO RESCIGNO, the Gigantish

  1. Una volta mi ha scroccato un paglia dopo il suo cynar!!
    Beh anche più di una volta forse…

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