ARCHIVIOPRIMA SQUADRAMad CE, oltre la sfera del rugby

4 febbraio 20112

Lo disse Denis Sala dopo la catastrofe: “Gennaio? Per il bene del Cernusco non dovrebbe esistere”. E il colosso di Rodano ha ragione, perché nella storia recente dei grigio amaranto senza il primo mese dell’anno classifica e infortuni sarebbero andate diversamente. La guerra atomica contro la Moldavia che ha bombardato Milano e Pioltello con armi nucleari ha devastato la florida squadra dei Runners. Lo spostamento dell’asse terrestre dovuto ai confetti moldavi  ha sicuramente influito sulle prestazioni della squadra visto che secondo alcuni scienziati di Hardvard proprio lo spostamento dell’equilibrio energetico mondiale è stato causa della fine delle grandi squadre del pianeta. Lo stesso concentramento statistico di risultati e di infortuni si è registrato negli spogliatoi degli Atlantide Waves, nei Maya Burritos, nei Pharaons di Luxor e pare che anche che i Gladiators di Roma dopo la serie di scudetti consecutivi prima di perdere la partita per il titolo contro i Barbarians avessero passato un gennaio “horribilis”.
Anche il Cernusco è quindi vicino all’estinzione? La storia dice di si. Dopo la guerra il Fallout nell’inverno  nucleare che ha colpito Cernusco ha seminato morte e distruzione ma il Castello è l’unica struttura ad aver resistito. I primi ad andarsene sono stati il Colosso di Rodano raso al suolo dall’esplosione,  l’airone Cerutti che ha visto la sua bellezza sciogliersi sotto le radiazioni, il povero Calogero rimasto fuori dal rifugio pochi istanti prima dell’impatto e Vagliani che ha salvato tutti chiudendo la porta aspettando coraggiosamente il suo destino. Poi è stato il momento di Scaglia, scagliato lontano dal fato assieme a Monzani, paladino e simbolo della resistenza al quale si appella Franco “John Connor” Damiani anche lui gravemente colpito dal Fallout
Niccolò Lasorsa subentrato al comando delle truppe assieme all’uomo dei tubi Zapparoli cerca tra le lande desolate di quello che rimane a Cernusco la nuova generazione di soldati ma non è facile. I sistemi di lancio sono andati, Caserini e Langellotti sembrano inutilizzabili e anche Mariotti ha accusato una ricaduta verbale. Campanale e Filippis hanno combattuto con onore ma forse non ce la faranno a recuperare. In pochi sono rimasti a difendere la terra dei Runners dagli attacchi dei predoni bresciani.
Ma la speranza è forte e a Cernusco si lavora duro per resistere: le ferrovie funzionano ancora, ci sono Mucci e Petretta e anche la religione sta diventando importante. Quando tutto sembra perso serve fede e se c’è una Chiesa c’è anche speranza con La Mattina e Bassetti.  Quando il male vince gli eroi non devono per forza essere positivi, ed è proprio “Mad Anto” Italiano  che avrà il compito di proteggere i suoi ¾ o quello che ne rimane con V8 Interceptor Assandro. Da Verona torna finalmente un Brambilla in ottime condizioni che riabbraccia la sua squadra e cerca di aiutarla proprio nel momento più difficile, ma John Connor Damiani ha in serbo ancora un paio di sorprese.  La Nato ha mandato direttamente la Regina Giannubilo di Inghilterra a comandare le truppe di terra e nelle officine della CH è stato ultimato un prototipo di Terminator grigio- amaranto. Il suo nome è T-a-1000 (Topo a Mille) e anche se al 70% forse verrà montato in tempo per domenica.
Il Cernusco si sta per estinguere? Chiedetelo a John Connor e ai suoi, io non vorrei essere nei vostri panni per sentire la risposta.

Lino Cagno

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