home ARCHIVIO, PRIMA SQUADRA Cernusco 0 – Union Rugby 3. Questione di Centimetri

Cernusco 0 – Union Rugby 3. Questione di Centimetri

Il Cernusco beffato in casa dalla Union Rugby. In una gara equilibrattisima decide un piazzato dei milanesi nel secondo tempo. Il cuore c’è stato, ma non è bastato, e banderuole del Castello hanno deciso ancora una volta con il loro estremo volere l’esito della gara. All’esordio stagionale il pubblico delle grandi occasioni riempie le mura della roccaforte grigio-amaranto per assistere alla prima sfida del campionato. La festa è del sabato è stata perfetta e i nuovi spogliatoi accolgono il pubblico in abbraccio firmato Cernusco.  Al Castello ci sono in campo ospiti di tutto rispetto: la Union Rugby Milano un misto del meglio del rugby milanese con cuore e mente Amatori. Il Cernusco non ha paura, non ne ha mai avuta, e dal calcio d’inizio si butta in avanti con tutta la foga che caratterizza il DNA dei Runners.

C’è poco da fare per i milanesi, aggrediti in ogni settore del campo dalla fame di vittoria del Cernusco che per i primi venti minuti di gioco è assoluta padrona del campo. Mischie, touche, Maul sono di esclusiva Cernusco e i risultati arrivano subito, anche se il tabellone resta ancorato sullo 0-0. Per ben tre volte il Cernusco arriva sulla linea dei 5 metri con possesso di palla e mischia avanzante e per ben tre volte incredibilmente riesce a perdere il possesso dei palloni. Prima una maul si infrange sulla linea di meta (o forse poco più in là), poi due pick ang go non sono supportati in modo adeguato ed infine un pallone giocabilissimo non riesce ad uscire a pochi centimetri dalla linea della segnatura. Troppa foga in mischia? Scarsa capacità di gestione? Mancanza di fiducia nel gioco aperto? Ai posteri l’ardua sentenza, certo è facile giudicare gli errori a bocce ferme ma nel bilancio di una gara equilibrata anche ben 4 possibilità di calcio pesano e non poco sulle responsabilità dei grigio-amaranto che con il passare del tempo affievoliscono la loro pressione sulla Union che, tabellini alla mano, deve aspettare il minuto 35 del primo tempo per superare la linea dei 22 metri difesi dai Runners che senza particolari patemi finiscono il tempo in parità.

La ripresa vede una gara più equilibrata, il ritmo dei Runners però non è più lo stesso e grazie ai calci di spostamento è la Union a fare la partita. Il Cernusco prova a divincolarsi con un paio di azioni alla mano e con un po’ di pressione di mischia, ma manca la lucidità per scoprire che la Union ha preso le misure e che non serve sempre andare a sbattere per guadagnare spazio. I milanesi non fanno nulla per alzare il ritmo della gara e si limitano con un paio di incursioni e di calci velenosi a trovare lo spazio per un paio di piazzati. Uno non va a buon fine l’altro si e la gara si decide proprio per qual calcio maturato da un evitabilissimo errore difensivo e niente più. La partita si trascina verso la fine e nonostante la prestazione positiva al Cernusco nel momento topico manca la responsabilità di provarci fino alla fine magari con qualche iniziativa particolare o qualche giocata a sorpresa.

Dopo i primi ottantaminuti quindi il Cernusco non esce certo ridimensionato dalla gara di campionato contro un avversario di cartello, anzi. La squadra di Damiani senza timori ha affrontato a viso aperto una gara molto fisica anche se poco spettacolare ed è stata capace per lughi tratti di imporre un gioco che, siamo sicuri, darà molte soddisfazioni al popolo grigio amaranto che per 80 minuti ha sostenuto i suoi beniamini.

Lino Cagno

TUTTE LE FOTO DELLA PARITA

Cernusco –  Union Rugby 0-3 (pt 0-0)

Mucci (Langellotti), Caserini, Martorini (Mariotti), Scaglia (Giannubilo), Barisione (Cap.), Italiano, Petretta, Assandro, Vagliani, Amore (Cerutti), Rescigno , Monzani (Coppola), Calogero, Coropcean,Gattin (Accurli)

BEST PLAYER
Petretta – Locomotiva
is back

FC AWARD
Mariotti – Cheddevofà.
Menzione speciale al club della palla rimbalzina con Petretta Leader del gruppo di amici.

 

Le pagelle della regina

Coropcean 6,5: il soldato d’inverno parte da lontano per cercare di battere con una blitzkrieg la linea arretrata degli unionisti, purtroppo lo scherzo nel primo tempo non riesce, riportato al centro della battaglia prova le sue solite scorribande che però si infrangono sull’attenta difesa giallonera.

Monzani 6: finalmente ha capito come muoversi sul campo e già è un bel passo avanti. Nella frazione in cui gioca viene spesso sollecitato al gioco, si deve solo convincere a usare il fisico in quel momento avremo un ala che pochi possono schierare.

Gattini 6: torna dopo un anno di volontariato in canile, prova ad usare la sua velocità e il fisico per sfondare la difesa dei milanesi, purtroppo il tempo passa anche per lui e la brillantezza è in po’ appannata, con Costanza a Dedizione (due tipe che lui conosce) si rifarà sicuramente.

Calogero 5,5:  faccia d’angelo ha tutte le armi per fare male, oggi però è un po’ confuso e la mira non è quella del solito killer, appena avrà ritrovato le idee e la forma tornerà a evangelizzare i popoli infedeli con le buone o con le cattive.

Rescigno 5,5: nel primo tempo non viene quasi mai chiamato a partecipare all’azione, nel secondo prova più volte a sfondare la linea di difesa ma va a sbattere contro un muro ben organizzato. Poco convinto sulle prese al volo perde quel attimo prezioso che permetterebbe di fare male agli avversari. Si fa male ma non molla fino all’ultimo, il campionato è appena iniziato si rifarà!

Amore 6: non ama attaccare la linea ma preferisce distribuire il gioco, andrebbe meglio assistito dal reparto delle terze linee che dovrebbero fare quadrato intorno a lui. Per il resto distribuisce il gioco in maniera continua ed elegante.

Vagliani 6: in verità il voto dovrebbe essere 7 perché è l’unico che col cuore in mano attacca e vince il confronto diretto col proprio avversario, purtroppo pesa la scelta tattica del primo tempo quando ad un passo dalla linea di meta crede di essere un gigante e prova ad entrare da solo anziché mandare dentro uno dei bulldozer a sua disposizione.

Assandro 5,5: è l’anno della maturità e non ha iniziato proprio benissimo, dovrebbe cercare i punti deboli della difesa milanese e provare a batterla, si incaponisce invece in un rugby anni ’80 entrando in mauls e rucks forse superflue.

Peretta 5,5: altro elemento che ha tutto per diventare un crack per le difese avversarie, non ha ancora smaltito però i feedbacks del pilone a tutto campo e difatti interpreta la partita in questo modo, sta studiando tanto sicuramente prenderà voti alti.

Italiano 5,5:  solita partita di grande sostanza però anche lui va a cercare i ruffi come i rabdomanti cercano l’acqua, da ex tre quarti ci si aspetterebbe un maggior feeling con il gioco aperto.

Barisione 6: ha baffi prussiani e i gradi di capitano, l’Otto von Bismarck del Cernusco prova a guidare i suoi alla conquista della partita ma l’operazione Union riesce a metà. Nel mentre gioca un onesta partita fatta come sempre di touch e di entrate da terza linea aggiunta. Il castello non è crollato, si è persa una battaglia, la guerra è ancora lunga.

Scaglia 6: fedele scudiero di Barisione è presente nei raggruppamenti che contano e in touch come sempre, stagione dopo stagione prende sempre più confidenza col gioco.

Martorini 6: tagliati i capelli non ha però perso la propria forza. Anche per lui un anno sabbatico sicuramente ha bagnato le polveri che però siamo sicuri saranno pronte ad esplodere fra poco, nel mezzo una partita sostanziosa e di giudizio.

Caserini 6: le nuove regole ne agevolano il gioco in mischia chiusa, da rivedere in touch, partita però intelligente quando la forma migliorerà aumenterà anche il proprio working rate.

Mucci 6: di fronte ha un avversario che si chiama Enea, in questo caso lui però fa Virgilio e gli fa vedere il manuale del perfetto pilone in mischia chiusa.

Accurli 6: bello è bello, elegante è elagante…è anche attento, entra al posto di Gattini e si piazza in fondo alle retrovie a organizzare il lavoro ed evitare che il castello crolli sotto i colpi degli obici meneghini. Missione compiuta.

Mariotti 6: acquisto di sostanza, non cerca di strafare ed infatti gioca un ottima partita di sostanza. Quando la sua autostima crescerà sarà molto difficile negargli delle possibilità.

Coppola 6: anche lui avrebbe bisogna di un personal trainer per allenarne la mente. Mette però un tassello importante sulle prese al volo che ieri non ha sbagliato, adesso sotto con l’utilizzo di velocità ed agilità.

Giannubilo 5,5: richiamato al fronte all’ultimo momento dal generale Damiani si accorge però che miracolosamente la sua gamba non è guarita. Cerca di fare quel che può, è colpevole però anche lui come i compagni di reparto per il non aver guidato gli assalti della propria squadra nei minuti fondamentali.

Cerutti 5,5: entra a sostituire Amore, potrebbe osare qualcosa di più in virtù della maggiore fisicità e della maggiore freschezza rispetto al proprio avversario diretto, purtroppo non lo fa.

Lasorsa 5,5: entra a far rifiatare Caserini e subito innesca un siparietto col proprio diretto avversario che potrebbe essere suo figlio.

Langellotti s.v.(ma di stima 6): entra negli ultimi minuti a dare il cambio a Mucci.

LE PAGELLE DI PARKINSON

Mucci 6: le nuove regole della mischia penalizzano i piloni delle sue caratteristiche. Regge la baracca senza regalare nessun acuto. Sembra affaticato dalla nuova vita sentimentale.

Caserini 6: buona prova del giovane negro della Martesana. Le fasi statiche continuano a non essere il suo forte ma viene aiutato e coadiuvato dalla sua esperta mischia. Dosa la sua giovinezza in un ruolo che può regalargli delle soddisfazioni.

Martorini 5,5: la forma fisica è quella che è ma il buon Michelino si impegna per non risultare un peso morto per i compagni. Mentre in mischia chiusa ritrova il ritmo sugli spazi aperti sembra ancora un pesce fuor d’acqua.

Barisione 6: i suoi ragazzi vanno più volte vicino ad invadere le linee nemiche senza sfondare. Il Generale non trova la forza di guidare i suoi soldati oltre l’ostacolo. Molto bene in touche.

Scaglia 6: il Masai della Martesana non è ancora quello della scorsa stagione. Sbuffa corre e lotta ma sembra poco incisivo. Siamo solo all’inizio.

Italiano 5,5: L’apertura avversaria era tremendamente lenta ma ad Antonello mancano ancora dei centimetri. Lasciato solo da Petretta spostato in prima linea dovrebbe guidare i segugi sulla strada delle vittime milanesi ma è ancora annebbiato dalla preparazione per sbavare dalla bocca.

Petretta 6,5: La locomotiva ha perso del carbone ma sbuffa ugualmente. In un nuovo ruolo cerca le misure che ancora non ha. Con la corsa, la volontà e l’impegno supplisce alle sue attuali lacune. Due palle stoppate.

Assandro 5,5: Lento e macchinoso non prende quasi mai la linea del vantaggio pur avendo davanti una terza centro decisamente meno mobile di lui. Le nuove regole gli concedono più iniziativa. Lui non la sfrutta.

Vagliani 6,5: La palla viaggia anche se lui, come al solito, non è coperto come dovrebbe. Forse qualche calcetto in più nel box lo avrebbe potuto fare. Il folletto deve ancora ritrovare il sorriso

Amore 5,5: Bene finchè ha la protezione della sua linea. Molto male quando deve limitarsi a fissare il gioco o sfidare le terze avversarie. Ci ricorda un poco Baggio definito coniglio bagnato da Agnelli. Deve imparare a fidarsi più dei suoi compagni e di se stesso

Rescigno 6: non trova il buco in attacco pur provando ad incidere sul match con le sue galoppate. Ora anche per lui è arrivato il momento di capire la partita ed adeguarsi. I movimenti difensivi ancora lasciano molto a desiderare

Calogero 6: Grigio come la giornata. E’ finita l’età dei bimbi e dei giochi. Adesso il buon 98 dovrebbe iniziare a fare pesare la sua esperienza e le sue abilità tecniche. Basta lamentarsi. Che faccia vedere di che pasta è fatto.

Gatto 5,5: Schierato dall’inizio per la sua capacità di placcare viene sostituito dopo 20 minuti per la sua incapacità di attaccare. Chissà se riuscirà ad allenarsi per trovare un equilibrio…

Monzani 5,5: Si fa spaventare dai ¾ avversari e tende più a difendere che ad attaccare. Anche lui dovrebbe iniziare a cercare di interpretare la partita e non di farsi portare dagli altri.

Corpoceanu 5,5: Inserito nei 15 come estremo con la speranza di vedere un nuovo Mapelli, il moldavo dagli occhi di ghiaccio non trova i suoi spazi e non sfrutta le possibilità di inserirsi a sorpresa da dietro. In difesa è sempre una sicurezza. Ma se non si segna non si vince.

Mariotti 5,5: Ancora acerbo per giocare un tempo e mezzo. Soffre di lapsus che gli impediscono di essere propositivo per la squadra. La corsa ed il fisico ci sono ma sfortunatamente in questo sport c’è anche una palla.

Accurli 6: entra per permettere una nuova organizzazione in attacco e si schiera a comandare la difesa. Non ha ancora le gambe per ripartire ma dalla sua parte non si corrono neanche grossi pericoli.

Giannubilo 6: Infortunato non doveva neanche giocare ed invece fornisce il suo contributo gestendo il suo fisico.

Coppola 6: Sembra che ogni lezione apprenda qualcosa. Speriamo che quest’anno riesca a mettere insieme tutte le nozioni prima degli esami di riparazione.

Cerutti, Lasorsa, Langillotti: entrano per giocarsi l’ultimo quarto di partita dopo che la Union aveva preso la testa. Purtroppo i giochi erano già fatti ed i loro compagni molto stanchi.

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