home ARCHIVIO, PRIMA SQUADRA Cernusco saluta il suo Castello. Una stagione da Road Runners

Cernusco saluta il suo Castello. Una stagione da Road Runners

Tante battaglie vinte e perse, ma a Cernusco ce la si gioca sempre

Ultima di campionato. E chi l’avrebbe mai detto di arrivarci? Dopo una stagione estenuante il Cernusco saluta il suo Castello nella sfida contro i Gators di Lainate lasciandosi alle spalle tanti minuti ricchi di passione, di errori, di occasioni mancate ma anche di tanti meravigliosi momenti condivisi. Dalla prima sfida dell’anno a Sondalo in Valcamonica tanto è cambiato ma il Cernusco è sempre lui dopo due derby un paio di brutte sconfitte e di vittorie storiche e tanto tanto rugby.

Cernusco e la moda

Le prime linee sui binari hanno sempre spinto e trasportato pesanti pacchetti su e giù per il campo: La Linea 1 Mucci puntuale ad ogni fermata non ha mancato nemmeno uno stop anche nelle ore di punta, la circumvesuviana Langellotti con qualche guasto di troppo dovuto alla manutenzione e la Linea Verde Dalla Mariga a corrente alternata. Poi c’è la Locomotiva del sud Petretta arrivato dal sud con il suo rodiggio ricco di potenza e cavalli. Il braccio armato dei tallonatori ha visto un avvicendarsi di situazioni e uomini dal grande cuore. L’immortale avvocato Lasorsa finalmente vede crescere attorno a se un reparto che in futuro potrà diventare imbattibile con la corazza e il virtuosisimo di Ironman Travaini, la nota lieta della stagione e il passo lungo del “colured” Caserini che quando avrà ritrovato passo e gamba potrà decidere in che ruolo giocare. Il reparto aereo con l’inserimento stabile di Filo “Harrier” Scaglia e della sua voglia è migliorato anche in campo con l’aiuto delle tenaglie mai spuntate di Perlisio Sala e della volontà indomabile del Domenico Mariotti, oltre alla CErtezza di Capitan Vittoria Barisione, reduce da un’annata solo di sconfitte e capace di vincere finalmente.
In terza linea gli insecticons, nonostante l’usura degli strumenti di trasformazione hanno percorso centinaia di chilometri all’inseguimento di palloni, compagni ed avversari. La carica nucleare di Italiano ha tenuto unita la squadra nei momenti difficili. La classe e lo stile della regina Giannubilo ci hanno fatto amare il tutto il mondo, mentre con Assandro e la sua strafottenza, il rugby ha conosciuto una nuova intepretazione della classe sopraffina. Immancabile alla guida del settore l’ammiraglio galattico Brambilla, presente ove possibile con una invidiabile forma fisica, e uno spirito esemplare. Indistruttibile, valoroso, grande. Tre aggettivi non bastano per il mediano dei mediani Vagliani il “Messi” del Cernusco ma con più cuore ancora. All’apertura la storia dell’Airone Cerutti è come quella di un film: bello e maledetto con le sue leve ed un piede magico, capace di grandi sogni ma anche di terribili incubi con l’aiuto delle sue banderuole e del talento concesso solo a pochi. I tre quarti hanno vissuto una delle migliori stagioni degli ultimi anni, il talento certo non è mai mancato alla mente analitica e religiosa dell’anima bianca Calogero (98) e alla sua nemesi, Campanale mancato moltissimo ad inizio stagione ed ora finalmente cattivo e scattante come piace ai suoi ultras. Discorso a parte meritano le Ali: Gigantish Rescigno  è finalmente esploso con la sua potenza devastante, alla faccia di infortuni e sfighe. De Caro ha saputo giocare con intelligenza (?) e spirito di squadra lasciando da parte lame e booster, Whizzie Coppola ha stretto i denti e ci ha provato alla grande conquistando tifosi e stampa. Emaaa, la superstar devastato dagli impegni intenazionali ha voluto sempre essere presente al suo vecchio campo, acciaccato con il flash degli shooting ancora negli occhi ha giocato da estroso e con la sua bellezza gli perdoniamo qualsiasi cosa. Che dire poi del toro Monzani, cupo e satanico guerriero medioevale strappato al duello e relegato allo scontro titanico o di “stone hand” Cinquetti? Gli annali del rugby lo davano per disperso, eppure lui è tornato al suo pullman, alla sua tuta e da figliol prodigo è diventato pedina inamovibile del gioco e del gruppo. Un forte in bocca al lupo al piccolo grande Cogo, giunto come la manna dal cielo ma fermato, proprio nel suo momento migliore dalla maledetta spalla, al ritrovato Barcaglione, futuro condottiero delle prossime battaglie e a Calogero, indomito alpino d’assalto sempre combattuto tra il bene e il male. Ultimo ma non certo per importanza “Alvaro” Vitaly, la cometa moldava ha cambiato la storia grigio amaranto quasi fosse un alieno. Semplice come il suo sorriso è diventato un amico e un grande compagno di squadra sia quando si vince, sia quando si perde.

La magia dell'Airone

Storie di persone speciali, come lo staff del mastro di Chiavi Damiani, inimitabile guida spirtuale e fisica del Castello e di tutti i suoi sudditi. Un Castello che esiste perché in campo al fianco dei fortunati XV c’erano l’offensive coordinator Braida e l’indomito allenatore/giocatore delle forze veloci “youtube” Zapparoli e il nostro speciale giocatore Loris Sala, convocato anche in Valcamonica e  capace di seguire la squadra anche in capo al mondo pur di non perdere nemmeno un allenamento per di calcare il sacro manto del castello.

Storie di persone speciali  che si inconteranno insieme per la partita di celebrazione di un anno passato insieme e per questo straordinario. L’appuntamento è alle 15.30 Cernusco in poi per la partita e per i ringraziamenti e per una festa da vivere con chi in questa stagione ha seguito i Road Runners.

Impossibile mancare, perché dopo una bevuta in compagnia, forse, si tornerà in campo per la sfida più importante perche alla fine ha ragione Whizzie: “Non è finito niènte, niènte….” A Cernusco si sa è sempre così.

Lino Cagno

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