home ARCHIVIO, PRIMA SQUADRA Lo stadio dei marmi

Lo stadio dei marmi

Per molti lo stadio dei Marmi è a Roma, per il Cernusco invece è racchiuso tra le cave a cielo aperto di Brescia. La Leonessa d’Italia è la patria del rugby e la A4 è la via della palla ovale indicata dalle Gru Fassi che si illuminano verso la terra più difficile da conquistare. Arriva il Botticino, arriva quello che se non è un derby poco ci manca e il Cernusco e arriva un sfida di alta classifica che per anni ha deciso il girone Elite 2. Il Cernusco è pronto alla gara, una finale appena dopo il derby e appena prima di un’altra sfida epocale.

Paura? Nemmeno un pò perchè in palio non ci sono solo i punti, c’è molto di più. C’è la voglia di dimostrare quello che sappiamo fare ogni domenica e, finalmente di ottenere sul campo il riconoscimento di quello che si fa in allenamento. Non c’è derby che tenga, non c’è serata che ci tolga dal fatto che l’obbiettivo è unico: giocare.  Chi pensa a Botticino pensa a sfide memorabili e domenica ne arriva un’altra: come dice il BOSS, il capitano storico del Cernusco: “io se penso alla mischia del Botticino mi fa ancora male la schiena”. Io penso all’autostrada sulla via del ritorno. Penso a chi c’è e chi non c’è, e penso che non ci sono assenze importanti se la squadra gioca assieme e stavolta dopo un anno da dimenticare sappiamo seriamente come si fa. Le occasioni capitano una volta e sappiamo che la locomotiva (del sud) va presa quando passa.

Siamo noi che decidiamo cosa fare, lo dicono in tanti cazzo ma è vero. Chi va in campo e gioca con la maglia di un gruppo cosi speciale che mi fa perdere amici, tipe (poche) e sonno (tanto) sa anche come vincere e anche come perdere e insieme lo abbiamo fatto un sacco di volte. I punti non sono importanti, quelli vanno e vengono. Guadare la A4 e la gru Fassi con il sorriso lo è di più. 

Marcello “CV” Barisione

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4 thoughts on “Lo stadio dei marmi

  1. Scrivo a partita avvenuta, ma evito il risultato perchè è poco importante in relazione a quanto scritto nell’articolo.
    Io sono un ex del Botticino (anni 92 > 97) ed ora collaboro con la società.
    Ieri, dopo la partita, chiaccheravamo anche noi sull’aura da derby e sull’epicità di certi scontri.
    Noi e voi ci siamo incontrati innumerevoli volte (anche io lo feci) e ciò cementa una sorta di sana conflittuale fratellanza favorita da fatto che, visto dal nostro punto di vista, siete una bella realtà del rugby, dotata di uno sano spirito che accompagna in egual misura vittorie e sconfitte.
    Solo questo volevo dire e prima di esagerare con un melenso “linguainbocca” vi saluto con sincera simpatia e vi faccio i migliori auguri.

    alla prossima
    Paolo

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